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Riaperture a Cascina, i dubbi di Betti «Abbiamo forze esigue»

Riaperture a Cascina, i dubbi di Betti «Abbiamo forze esigue»

Nei primi giorni dell'ultima 22 casi: «È la migliore dell’ultimo mese». L'appello: «Non si può lasciare tutto sulle spalle dei Comuni»

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CASCINA. Ci sono da verificare i dati del contagio a livello regionale, con un Rt stabilmente in discesa ma con i dati delle terapie intensive che sono oltre la capienza soglia. Però la Toscana si avvia alla zona gialla all’inizio della prossima settimana e di conseguenza anche Cascina.

Così su rischi e opportunità dalla scelta di procedere alle riaperture di tante attività dal 26 aprile in poi interviene il sindaco Michelangelo Betti. «Dopo oltre un anno di limitazioni per i rischi di diffusione della pandemia è comprensibile che ci sia la voglia e la necessità di voltare pagina e ripartire, ma è necessario avere un quadro complessivo della situazione e non lasciarsi andare a facili entusiasmi», dice in premessa.

«La nostra economia sta pagando duramente il periodo delle chiusure, totali, parziali o intermittenti, e tutto il Paese è provato e attraversato da sempre più ampie tensioni sociali. I vari scostamenti di bilancio definiti da governo e parlamento “ristorano” parzialmente i settori più colpiti, ma fanno crescere il debito pubblico in maniera preoccupante. Da un lato non pare esserci consapevolezza di questo aspetto, dall'altro le risorse europee diventano l’unica possibilità di dare un futuro all’Italia», continua il sindaco.

Betti però invita a tenere alta la guardia e soprattutto a non dimenticare la lunga strada che è stata fatta fin qui per cercare di battere la pandemia. E la prudenza, suggerisce, deve essere comunque mantenuta. «Le riaperture da fine aprile diventano però una partita molto complessa e rischiosa per la salute pubblica. In questi giorni la diffusione del contagio è più contenuta, anche a Cascina il numero di nuovi infetti registra un arretramento che non si verificava da diverse settimane. La campagna vaccinale non è però ancora estesa e se le regole di distanziamento anti-Covid non saranno pienamente rispettate è possibile prevedere una nuova crescita del contagio già a metà maggio. In questo quadro tutte le istituzioni, insieme alle parti sociali, alle associazioni, anche di categoria, e tutti i cittadini devono sentirsi chiamati a collaborare per non trovarsi a fare nuovi passi indietro», afferma Betti, non nascondendo dunque le potenziali problematicità che potrebbero emerge da eventuali comportamenti erronei».

Negli ultimi giorni, considerando lo scorso fine settimana e i primi tre giorni di questa, Cascina ha mantenuto un trend piuttosto costante. Che le consente di stare sotto la soglia dei 250 casi per settimana ogni 100mila abitanti. Sabato e domenica scorsi rispettivamente nove e 13 casi. Lunedì 3, martedì erano otto e ieri altri undici.

«Sarà probabilmente la settimana migliore da un mese a questa parte. Ed è un segno che la zona rossa ha funzionato. Cascina non ha mai avuto cifre da zona rossa. Da gennaio in avanti il nostro comune ha avuto numeri piuttosto buoni. Il clima sociale è comunque andato gradualmente deteriorandosi e, anche nel nostro territorio, sono emerse tensioni. Per funzionare le riaperture dovranno tornare ad avere il segno della responsabilità individuale, che diventa responsabilità collettiva, e per gli enti territoriali ci dovrà essere la possibilità di un effettivo maggior controllo del territorio com’era stato durante la prima ondata del marzo-aprile 2020. Vogliamo vedere come la parte sui controlli verrà poi sviluppata quando ci saranno le riaperture. È chiaro che la parte del controllo del territorio non può ricadere sui soli Comuni, perché al di là di alcune competenze un Comune come Cascina ha u n comando di polizia municipale e due stazioni dei carabinieri con la metà della popolazione di Pisa. Difficilmente in regime di riaperture si può garantire un controllo puntuale, le forze a disposizione sono quelle». —

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