Il presidio
Disoccupato e disperato, dall'incontro al ristorante nasce l'idea della vita
Due amici si trovano per caso in una serata e decidono di mettere su un'azienda
CRESPINA LORENZANA. Dalla disperazione al sogno di una vita. Tutto in sei anni. Grazie a un incontro casuale sulla porta di un ristorante. E mentre il mondo vive nell’incubo della pandemia, per lui inizia una nuova avventura. Quella da imprenditore.
Matteo Signorini ha 42 anni ed è di Cenaia, frazione del comune di Crespina Lorenzana. «Ho iniziato a lavorare giovanissimo, insieme al mio babbo, lui era un montatore di mobili, a volte facevamo qualche trasloco. Alla fine del 2007 – racconta Matteo – lui è andato in pensione, e io ho continuato da solo». Tra il 2013 e il 2014 il settore del mobile crolla. E per Matteo il lavoro scarseggia.
«Lavoravo un paio di giorni a settimana, poi non c’era mai bisogno e restavo a casa. Ero in crisi – racconta il 42enne di Cenaia – con una moglie e i figli. È stato un momento drammatico». Quando tutto sembra precipitare, però, ecco la svolta. Sei anni fa. Matteo è a cena con la moglie in un ristorante, quando vede un amico passare accanto al suo tavolo. Si salutano, e vanno fuori per fumare una sigaretta. «Insieme al mio amico c’era un’altra persona che non conoscevo. Era Antonio Bartoli, e oggi è il mio socio. Lui, in qualche modo – dice Matteo – mi ha cambiato la vita». Durante quella sigaretta Matteo parla del suo periodo delicato, del lavoro che manca, della famiglia da mantenere. Antonio opera nel campo dei traslochi e degli autotrasporti, e gli offre una possibilità. «Nel 2015 abbiamo cominciato a collaborare – racconta Matteo – e piano piano abbiamo ampliato il nostro giro di clienti, soprattutto attraverso il passaparola».
Passano gli anni, e arriva novembre 2020. Quando Matteo e Antonio decidono di andare oltre. Nasce la BS Traslochi, con sede a Metato, paese di Bartoli. «Io gestisco la parte operativa, lui quella burocratica. Sono sempre in movimento, non mi fermo mai. L’azienda è nata in piena pandemia, il coronavirus non altera il nostro lavoro. La gente cambia casa, oppure ha bisogno di depositare i mobili per qualche tempo perché esegue delle ristrutturazioni. E noi ci siamo. Ho visto il fondo – conclude – e ora sto risalendo». —
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