Il presidio
Interventi-lampo senza ricovero nuova frontiera del San Pietro Igneo
Fucecchio centro di riferimento per la chirurgia breve: i pazienti tornano a casa nel giro di poche ore
Marco Sabia
fucecchio. Il San Pietro Igneo di Fucecchio si “allarga”, nel senso che – nonostante la pandemia – la struttura ha da poco la possibilità di offrire nuovi servizi. In questo caso si tratta della cosiddetta “chirurgia breve”, che grazie a tecniche e tecnologie avanzate consente di operare il paziente in sicurezza e di rimandarlo a casa in poche ore, passando dal regime di Day Hospital ma senza aver bisogno del ricovero.
L’ospedale – che è focalizzato da anni ormai sull’artoprotesica – è parallelamente anche presidio Covid (sempre tutto esaurito nei suoi 34 posti) per le cure intermedie dei pazienti che non necessitano della terapia intensiva di Empoli ma che comunque hanno bisogno di essere seguiti per giungere alla completa guarigione.
Ovviamente i reparti Covid e non Covid sono rigorosamente divisi e anche per la nuova chirurgia breve sarà così. Circa il 70% di interventi di chirurgia ortopedica possono essere eseguiti in questa modalità grazie alla strumentazione tecnologica avanzata, già presente da tempo all’interno del Centro artoprotesico dell’ospedale, diretto dal dottor Simone Nicoletti, oltre ad un team di professionisti altamente formati.
Queste tipologie di interventi chirurgici sono oggi possibili grazie alle moderne tecniche chirurgiche mini-invasive, tecniche anestesiologiche selettive ed i protocolli di recupero rapido post-operatorio. «Secondo le indicazioni regionali – spiega Renato Colombai, direttore dell’ospedale – che sollecitano l’applicazione di queste forme di chirurgia breve, la nostra Asl ha già in programma di sviluppare questo tipo di attività in maniera sempre più diffusa e capillare, al fine di accrescere l’efficienza dell’organizzazione e la qualità della prestazioni, oltre a migliorare le condizioni del paziente, che di norma può essere restituito alla sua vita normale nell’arco di poche ore».
«L’organizzazione ha quindi lavorato – aggiunge il dottor Nicoletti – per pianificare questo tipo di attività che richiede uno sforzo organizzativo e professionale impegnativo, in quanto si tratta di candidare a questo tipo di interventi pazienti idonei a questo percorso chirurgico, e garantire le professionalità in grado di attuare le tecniche previste. Pertanto ultimata questa fase preparatoria, a partire da questo mese, le sale operatorie dell’ospedale di Fucecchio saranno chiamate a consentire questa ulteriore funzione ortopedica, un’attività monospecialistica, relativa all’ortopedia, che consenta di eseguire interventi in regime ambulatoriale».
In particolare saranno eseguiti interventi di chirurgia ortopedica tradizionale e interventi con tecniche artroscopiche mini-invasive sulle articolazioni della spalla, del gomito e del ginocchio, senza la necessità di ricovero del paziente. Il presidio ospedaliero si prepara ad offrire molte procedure, come la riparazione dei tendini in artroscopia, la cura delle lesioni meniscali, le procedure artroscopiche del gomito, e le procedure di chirurgia della mano (tunnel carpale, malattia di De Quervain, dito a scatto, malattia di Dupuytren e altro) con degenze brevi di alcune ore. Questo in aggiunta agli interventi chirurgici di urgenza, che vengono comunque realizzati nonostante la quasi totale riconversione dell’ospedale a presidio Covid.
L’avvio della nuova attività chirurgica è stato possibile grazie al lavoro congiunto del dottor Federico Manzi, della direzione del presidio ospedaliero; del dipartimento chirurgico, diretto dal dottor Stefano Michelagnoli; dell’anestesia di Empoli diretta dal dottor Rosario Spina; dell’area di ortopedia diretta dal dottor Giovanni Benelli e del personale infermieristico guidato dalla dottoressa Loriana Meini. —
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