Il Tirreno

Pontedera

un’opera da oltre 10 milioni 

Variante 439, soldi dalla Regione ma la soluzione è ancora lontana

Andreas Quirici
Variante 439, soldi dalla Regione ma la soluzione è ancora lontana

Sbloccato il finanziamento promesso per ultimare i lavori e collaudare l’arteria Contenzioso tra Provincia e ditta appaltatrice per la strada mai inaugurata

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Andreas Quirici

CASTELNUOVO VALDICECINA. L’annuncio della Regione è di quelli che, a cose normali, farebbero fare salti di gioia a un’amministrazione comunale e alla sua comunità. «Sarà ultimata la variante stradale al centro abitato di Castelnuovo Valdicecina, sulla strada regionale 439. Grazie alla delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alle infrastrutture Stefano Baccelli, sarà possibile sbloccare un milione e 650mila euro in favore della Provincia di Pisa per ultimare l’opera stradale e procedere con il relativo collaudo». Quindi tutti felici? Non proprio, perché quella variante è costata oltre dieci milioni senza essere mai stata utilizzata. Ultimata nel 2013, infatti, poco dopo il terreno sottostante l’asfalto è letteralmente franato, tra avvallamenti e vere voragini. Uno scandalo al cento per cento frutto, secondo la Provincia di Pisa che ha appaltato i lavori, del mancato rispetto del capitolato. Una vicenda finita in Tribunale con un contenzioso tra l’ente presieduto da Massimiliano Angori e la Alpin srl di Benevento, l’azienda che si è aggiudicata l’opera.

Ben vengano i soldi stanziati dalla Regione da cui si apprende che «la variante servirà a liberare Castelnuovo Valdicecina dalla morsa del traffico di attraversamento. Una vera e propria circonvallazione, finanziata nella quasi totalità dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pisa, pensata come tratto variante della strada regionale 439 Sarzanese Valdera che taglia a metà il caseggiato. L’obiettivo della strada è infatti quello di liberare il centro abitato dal passaggio costante di auto e mezzi pesanti e garantire una migliore mobilità all’intera Valdicecina». In realtà si è trattato dello sblocco di una somma che lo stesso Angori aveva annunciato ad agosto: «La cifra complessiva per ultimare i lavori è di 2,3 milioni, di cui un milione e 650mila euro arriveranno dalla Regione».

Notizia importante, quindi, ma non sostanziale per risolvere una vicenda grottesca che nel 2019 ha registrato un ulteriore danneggiamento all’infrastruttura a causa di condizioni meteorologiche particolarmente avverse, tanto da chiedere lo stato di calamità naturale.

Il sindaco Alberto Ferrini, in passato, ha sollevato spesso la questione, chiedendo chiarimenti alla Provincia e ipotizzando anche danno al pubblico erario in un esposto alla magistratura e alla Corte dei Conti. Di cui, però, non si hanno più notizie.

La Provincia, in effetti, ha dato dimostrazione di voler portare in fondo un’opera che servirebbe come il pane per migliorare la qualità della vita di chi abita a Castelnuovo, visti i numerosi camion dell’industria geotermica che transitano in quella zona. I passaggi burocratici necessari per sbloccare lo stallo in cui è caduta l’arteria dal 2014 sono stati fatti. Nel luglio 2019 venne rescisso il contratto con la Alpin, dopo il supposto mancato rispetto del capitolato e il niente di fatto ottenuto per risolvere bonariamente il contenzioso.

Da qui, però, è nata la disputa che sta andando avanti faticosamente in Tribunale e che potrebbe rendere ulteriormente lenta la ricerca di soluzioni concrete, in grado di scrivere la parola fine alla storia di quella che è stata giustamente ribattezzata “la strada della vergogna”. —

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