Vaccino, la prima dose al 14% dei cascinesi E sugli eventi culturali scintille in aula
Gli over 80 coperti al 42%, un po’ sotto la media regionale. Su “Musicastrada” si riaprono vecchie ruggini con l’opposizione
Libero Red Dolce
cascina. Da un’interrogazione del consigliere di opposizione Leonardo Cosentini, che ha invitato la maggioranza a una maggiore trasparenza nel trattare i dati sulla pandemia in città, è venuta fuori una fotografia della situazione dei vaccini sul territorio.
A scattarla è il sindaco Michelangelo Betti: su 46.593 residenti nel comune di Cascina i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose sono 6.723: il 14%. Solo 2.899 invece hanno avuto anche la seconda, dunque il 6% del totale.
La fascia di popolazione che in questo momento vanta i numeri migliori, com’è giusto che sia, sono gli over 80. Si tratta di 1.561 cascinesi che hanno avuto la prima dose e 656 che hanno avuto la seconda. E sul primo dato siamo al 42% del totale. In provincia la percentuale di over 80 che ha ricevuto almeno una dose è del 48,4%, dunque Cascina è di poco indietro rispetto alla media toscana.
Discreta anche la copertura delle fasce tra i 56-64 anni, al 15%, e quella dai 65-79 anni, al 18%. Si tratta sempre di prime dosi.
Sembra invece piuttosto lontana la possibilità di aprire un hub vaccinale nel comune. Lunedì chiuderà il punto vaccinale al distretto e le attività verranno spostate sull’hub di Pisa. «Ci stiamo confrontando con Asl e Società della salute in questo senso – spiega il primo cittadino – ma non è facile visto che ogni giorno cambiano le caratteristiche. Un giorno mega hub, un giorno farmacie, un giorno aziende. E magari un giorno nel tinello di casa»,ironizza.
Più deciso invece il “no” sull’ipotesi, avanzata da Cosentini, di far partire una campagna di tamponi di massa. «Nei comuni limitrofi quando è stato fatto c’era la pandemia fuori controllo. Anche in questa settimana noi siamo sotto i 250 su 100mila abitanti per settimana, non ci sarebbero i termini per richiederli».
Tra i punti all’ordine del giorno, in consiglio, c’è anche quello sull’adesione al progetto al festival “Musicastrada”, proposta dall’assessora alla cultura Bice Del Giudice. Un impegno per le casse comunali di tremila euro. Niente di oneroso, come riconoscono anche i membri dell’opposizione. Eppure l’argomento è l’occasione per fare riaffiorare vecchie ruggini.
Lo scambio più intenso è tra la consigliera Cristina Bibolotti, della maggioranza, e il collega d’opposizione Dario Rollo. È quest’ultimo ad accendere la miccia: prima con una concessione retorica all’assessora, sulla modica cifra richiesta; definendola poi «cifra ragguardevole» se paragonata ad altri eventi organizzata dalla precedente amministrazione.
Bibolotti non ci sta ed esplicita il riferimento: «Nel passato sono stati organizzati eventi con 39.000 euro nel campo di una contessa con al massimo venti persone contemporaneamente». Il riferimento è all’assegnazione alla Fondazione Sipario di alcuni eventi di interesse culturale in quello spazio. Il consigliere di Fratelli d’Italia Paolo Lazzerini contesta le accuse rivolte al passato della collega, pur sostenendo la validità della proposta su “Musicastrada”. Si asterrà, ma alla fine il consiglio deciderà per approvare l’adesione al progetto triennale. —
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