Il presidio
La “cassetta degli attrezzi” nel ricordo di Gronchi del presidente Mattarella
Pontedera. Il ricordo del presidente dell’ex della Repubblica Giovanni Gronchi in un e-book del Quirinale, pubblicato da qualche giorno sul sito web istituzionale. Lo scritto è del capo dello Stato Sergio Mattarella e fa parte dell’omaggio che egli ha voluto tributare ai suoi predecessori nella massima carica del nostro ordinamento repubblicano.
Quelle parole riportate nell’e-book in questione non sono una novità, bensì l’intervento che lo stesso Mattarella pronunciò in occasione della sua visita a Pontedera, il 18 ottobre 2018, per la cerimonia di commemorazione del 40° anniversario della scomparsa del presidente Giovanni Gronchi e in cui parla della «risolutezza salda nella coerenza con le scelte politiche e sociali delle sue origini, che ha caratterizzato la vita di Giovanni Gronchi, unico sindacalista eletto, sin qui, alla più alta magistratura della Repubblica».
Proprio a Gronchi toccò il compito di «guidare la fase nuova della vita politica del Paese, esaurito, con il mandato del presidente Einaudi, “il ciclo decennale della Ricostruzione” del Paese dalle macerie della guerra voluta dal nazismo e dal fascismo».
« In effetti – ricorda Mattarella – la sua elezione coincise con la definitiva liquidazione dell’eredità bellica che vedeva l’Italia in condizione di minorità rispetto alle potenze vincitrici. L’ingresso alle Nazioni Unite, rimosso il veto dell’Unione Sovietica, sanciva l’apertura di una fase di maggior dinamismo in politica estera, della quale si sarebbe reso interprete lo stesso presidente Gronchi con iniziative e riflessioni che avrebbero talvolta sorpreso gli interlocutori tranne sollecitarne successivamente l’interesse, a partire dalla questione mediterranea».
Non va dimenticato che «la sua presidenza ha accompagnato la scelta della nascita e dell’avvio dell’integrazione europea. Di quella che oggi si chiama Unione Europea e che – pur con lacune e contraddizioni – ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere», osserva tra le altre cose il capo dello Stato. E nelle conclusioni richiama l’azione del suo predecessore nato a Pontedera il 10 settembre 1887 e morto a Roma il 17 ottobre 1978, terzo presidente della Repubblica dal 1955 al 1962: «A Giovanni Gronchi il merito di aver contribuito alla costruzione di un’Italia protagonista nella comunità internazionale, di un Paese più prospero e più giusto, di una Costituzione materiale capace di integrare i ceti popolari nella vita democratica. Il merito di aver saputo accompagnare il nuovo che si manifestava nella vita del Paese; in piena aderenza agli obblighi del mandato affidatogli».
Sull’instabilità politica con la crisi della formula centrista «toccò all’antico esponente popolare individuare un ruolo istituzionale – rammenta Mattarella – sino ad allora non sperimentato nella figura del presidente della Repubblica, utilizzando la “cassetta degli attrezzi” contenuta nella Carta costituzionale. I costituzionalisti furono largamente concordi in un giudizio positivo; non altrettanto alcuni commentatori politici». —
Paolo Falconi
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