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Cassa di risparmio di Volterra-sindacati, salta l’incontro sulle tutele per i dipendenti
Fabi, Cisl, Cgil e banca ai ferri corti I nodi da sciogliere riguardano l’aumento di capitali
VOLTERRA. Niente riunione tra azienda e sindacati per discutere del futuro dei lavoratori. Una mail inviata venerdì 26 marzo per la stretta comunicazione dell’annullamento. Senza indicare né il motivo, né la data del nuovo incontro. La decisione comunicata a Fabi, First Cisl e Fisac Cgil dalla direzione generale della Cassa di risparmio di Volterra è arrivata poche ore dopo la pubblicazione sul Tirreno della nota dei sindacati sulle loro preoccupazioni per il futuro dell’istituto di credito in vista dell’aumento di capitale e la ricerca di nuovi soci.
«Aver annullato la riunione sa di ritorsione per il comunicato mandato alla stampa», dicono i rappresentanti dei lavoratori. Un’impressione che, in un certo senso, viene confermata dal direttore generale della banca, Stefano Picciolini: «Nella riunione avremmo voluto aggiornare i sindacati sull’operazione dell’aumento di capitale. Ma visto che hanno scelto di parlarci tramite il giornale, abbiamo ritenuto che l’incontro non avrebbe aggiunto nulla alle rispettive posizioni».
Che, è questa l’impressione per chi osserva dall’esterno, appaiono distanti da un’intesa. Nella nota di Fabi, Cisl e Cgil si poneva un problema riguardante il personale: «Quelli assunti prima del settembre 2001 possono essere trasferiti entro il perimetro attuale della banca. Chi è entrato da quel momento in poi, invece, non questa tutela. E in caso d’ingresso di una realtà che ha filiali in tutte le zone d’Italia rischia un trasferimento assai gravoso». L’intenzione era di affrontare questo aspetto nella riunione di ieri, poi annullata. Ma Picciolini taglia la testa al toro: «Abbiamo una diversa valutazione, rispetto ai sindacati. E non siamo certi l’accordo che sia ancora valido».
Insomma, l’auspicabile distensione tra le parti è davvero lontana. Così come sembra anche la fine dell’operazione che porterà la Cassa di risparmio di Volterra al necessario aumento di capitale per assicurarsi un futuro più solido. Le parole del direttore generale, infatti, non chiariscono e, soprattutto, non aggiungono molto a quanto già detto dai vertici della banca nei mesi scorsi: «Stiamo parlando con vari soggetti. L’emergenza sanitaria da coronavirus ha rallentato il percorso avviato ormai da tempo. Ma la nostra priorità è di portare a termine questa operazione per garantire il futuro dell’azienda. La nostra ricerca riguarda uno o più soci che abbiano la nostra stessa filosofia di vicinanza e di sostegno al territorio».
Un quadro, almeno sul fronte delle dichiarazioni pubbliche da parte dei vertici della banca, praticamente invariato. Forse è anche per questo che i sindacati sono in allarme. Un clima d’incertezza che non ha smosso neppure il mondo politico locale. «E questo è uno degli aspetti più oscuri della vicenda», aggiungono i rappresentanti dei lavoratori.
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