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Pontedera

sciopero logistica e trasportatori: presidio a capanne 

«Da eroi a vittime di tagli» Scende in piazza la rabbia dei magazzinieri Conad

Nilo Di Modica
«Da eroi a vittime di tagli» Scende in piazza la rabbia dei magazzinieri Conad

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montopoli. «Ci chiamavano eroi, ma non abbiamo diritti». Sta tutta in questa sentenza l’amarezza con la quale i lavoratori del magazzino Conad di Montopoli hanno partecipato ieri alla mobilitazione del settore, con uno sciopero indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti nelle due giornate di ieri ed oggi.

Oltre un centinaio i dimostranti in presidio di fronte ai cancelli dell’enorme magazzino in località Capanne, dove lavorano in tutto circa 500 persone impegnate quotidianamente fra stoccaggio e smistamento delle merci ai punti vendita di Toscana e Sardegna. «Fino ad ora ci chiamavamo eroi, e adesso? – si chiede sarcasticamente Fulvio Cacace, segretario generale della Filt Cgil –. I lavoratori che scioperano oggi sono quelli che non si sono mai fermati: erano in attività durante il lockdown rifornendo i supermercati presi d’assalto, facendo turni h24, lavorando nelle celle frigorifere a 4 gradi. Eppure, di fronte a un settore che economicamente non ha fatto che crescere in questi mesi, complice anche la pandemia, le parti datoriali fanno delle proposte inaccettabili in vista del rinnovo del contratto».

Una protesta di dimensione nazionale che in provincia ha riguardato anche altri nodi della logistica, con presidi al centro freschi di Unicoop Firenze a Pontedera, il magazzino Brt di Lavoria (Cenaia) ed i centri Dhl e Gls di Pisa, con una partecipazione media allo sciopero del 75%. «Dopo oltre due mesi di trattative, purtroppo le ingiuste richieste della parte datoriale non sono cambiate – spiegano insieme Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti –. Viene richiesto un taglio indiscriminato e irragionevole del costo del lavoro attraverso la riduzione dei diritti dei lavoratori, quali la riduzione del pagamento della malattia, il venir meno del pagamento delle festività cadenti il sabato e domenica, l’eliminazione della clausola sociale in caso di cambio appalto, maggiori flessibilità per il personale viaggiante, regolamentazione restrittiva del diritto di sciopero e l’utilizzo dello “staff leasing”, l’interinale a vita)».

A Montopoli la partecipazione è stata massiccia soprattutto fra i lavoratori con contratti a tempo determinato. Nella giornata di ieri a fermarsi erano tutte le aziende del settore, comprese quelle delle spedizioni, mentre oggi la protesta continuerà solo per quelle dell’autotrasporto.

Fra le richieste dei sindacati, il mantenimento delle tutele nei cambi di appalto, con la salvaguardia della clausola sociale a protezione dei posti di lavoro. «La nostra – spiegano Ignazio Re e Valerio Russo di Fit Cisl – non è una pretesa fuori dal mondo: chiediamo solo un rinnovo del contratto nazionale come ce ne sono stati tanti in questo periodo, per un settore che economicamente va bene. Eppure di fronte all’aumento dei fatturati qualcuno vorrebbe aumentare la precarizzazione del lavoro. Una precarizzazione che riguarda anche i titolari di contratti a tempo determinato, che senza la clausola sociale rischiano molto spesso di vedersi rimettere tutto in discussione».

A dare solidarietà ai lavoratori, ieri mattina, anche il montopolese segretario regionale del Partito Comunista Francesco Sale. «Siamo l’unica forza politica presente qui fra i lavoratori nel momento in cui devono difendere i propri diritti – ha dichiarato –. Uno sciopero sacrosanto che nessuno dei partiti di governo, che puntualmente vengono dai lavoratori a chiedere il voto sotto elezioni, ha appoggiato apertamente». —

Nilo Di Modica

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