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Un grande cuore per riattivare cardiologia

Un grande cuore per riattivare cardiologia

Installazione in piazza dei Priori con 500 palloncini bianchi e rossi. È la prima uscita pubblica del comitato pro ospedale

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VOLTERRA. Cinquecento palloncini bianchi e rossi in piazza dei Priori con l’obiettivo di creare un cuore. Globuli bianchi e rossi per formare l’organo del corpo umano attorno a cui si consuma l’ennesimo scontro tra Volterra e la Valdicecina da un lato e le istituzioni dall’altro. In questo caso, “il nemico” è l’Asl Toscana Nord Ovest e la Regione, nelle figure della direttrice dell’azienda sanitaria, Maria Letizia Casani, e il presidente regionale, Eugenio Giani. Contro di loro è in atto una campagna che coinvolge numerose associazioni per costringerli al dietrofront rispetto alla riorganizzazione dell’ospedale cittadino, il Santa Maria Maddalena, in cui è prevista la riduzione della presenza della guardia cardiologica da 24 ore al giorno a 12 (quindi niente notturni e festivi) e la riconversione dei quattro letti di Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic). Da qui nasce la protesta e l’iniziativa di ieri nel cuore di Volterra, di fronte alla sede del palazzo comunale, perché anche il sindaco Giacomo Santi è nel mirino dei contestatori. In questo caso, l’idea dei palloncini sistemati a mo’ di cuore intorno all’installazione Arnioni, creata proprio dall’amministrazione comunale per il periodo natalizio e la candidatura a Capitale italiana della cultura 2022, è del neonato comitato pro ospedale. In piazza anche il vescovo, Alberto Silvani, e il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, Roberto Pepi.

Il gruppo di cittadini che, proprio dopo l’inizio dell’attuazione del piano elaborato da Asl e Regione, è nato per contrastare la riorganizzazione. E ieri ha effettuato la prima uscita pubblica con un’istallazione che punta a mostrare il dissenso del territorio rispetto a questi cambiamenti. Una manifestazione, però, senza appelli alla partecipazione della cittadinanza a causa dell’emergenza sanitaria, ma solo alla condivisione sui social network.

Volterra cerca di mettere pressione a Casani e Giani, con quest’ultimo che è anche il destinatario di una lettera scritta dall’associazione Sos Volterra, dopo la manifestazione di fronte al palazzo del consiglio regionale, dove cinque esponenti di associazioni cittadina si sono incatenati. «Nel giorno in cui Draghi ha bacchettato la Toscana, immaginiamo che il presidente della Regione sia stato impegnato in altro. Tuttavia abbiamo visto sul Tirreno che ha trovato il modo di rispondere sulla nostra protesta, dicendo che se avessimo voluto, l’avremmo potuto contattare mentre era in consiglio – dicono da Sos – A questo punto la preghiamo, presidente, di non offendere più la dignità della nostra comunità, perché la nostra non è una stata comparsata senza la richiesta di un confronto, poiché già ci sono due richieste ufficiali, a nome di quattro associazioni, rimaste senza risposta, oltre alle sue assicurazioni verbali, fatte per strada al precedente presidio l’anno scorso, in cui ci prometteva che ci saremmo potuti trovare, una volta terminate le elezioni. Oggi, una quinta associazione si associa a queste richieste, che hanno un’eco molto più ampia sul territorio. Aspettiamo che dedichi un’ora del suo prezioso tempo, per ascoltare un territorio della Toscana, uno dei più antichi e autentici, ma anche uno dei più dimenticati». —

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