Il presidio
«Incubi con Khrystyna sepolta sotto terra»
Delitto di Orentano: il dramma di Gonzalez che si ritiene il vero bersaglio della vendetta di Lupino. Rapporti tra presunto killer e compagno della vittima, la ricostruzione
In fondo lo aveva sempre temuto. Fin da quando gli avevano detto, mentre lui era in carcere, che la sua fidanzata Khrystyna Novak, 29 anni, occhi verdi, lunghi capelli mori, di origini ucraine, era scomparsa nel nulla, Airam Gonzalez Negrin, aveva pensato al peggio. In cuor suo sapeva che lei non lo avrebbe lasciato senza nemmeno una spiegazione e un saluto. Oggi, il 41enne nato a Tenerife, è un uomo distrutto. Ora che è stato arrestato il presunto killer, Francesco Lupino, tatuatore e personal trainer di 49 anni, i presentimenti sono diventati terribili certezze e per questo non si dà pace. Al suo avvocato, Gabriele Dell’Unto, il commerciante di pellame, già il giorno dell’arresto aveva detto di essere sconvolto e disperato. Ora si è chiuso nel dolore, vorrebbe solo poter vedere per l’ultima volta la sua fidanzata. Ma il cadavere non si trova. «Di notte ho gli incubi, sogno continuamente Khrystyna, la vedo sotto terra, chissà dove è stato buttato. Vorrei solo poterla seppellire».
Uccisa nella villetta
Dalle carte dell’indagine si conferma che la 29enne è stata uccisa nella villetta dove la coppia abitava a Corte Nardi, pulita dal sangue. Anche se poi le tracce di sangue lavate non sono sfuggite ai rilievi della scientifica. «Per Airam è una situazione difficile da accettare» spiega l’avvocato Dell’Unto che contattiamo per telefono, mentre si trova a casa di Gonzalez.
Un bersaglio indifeso
Tutto fa pensare che Khrystyna sia stata uccisa per metterla a tacere, pensando che nessuno avrebbe cercato una straniera senza permesso di soggiorno, che lavorava nei locali. Lupino, se le accuse verranno provate, sapeva che Airam aveva raccontato alla polizia che la droga e le armi gliele aveva date proprio il vicino di casa e suo affittuario, ora in carcere con la terribile accusa. «Si sente in qualche modo moralmente responsabile», spiega Dell’Unto.
Un rapporto degenerato
Lupino insieme alla compagna Valentina Sivieri, 38 anni, e ai cinque figli che la coppia ha da altre relazioni, arrivano a Corte Nardi a febbraio-marzo di un anno fa, tramite un’agenzia di Altopascio. Gonzalez aveva firmato un preliminare di acquisto della casa dove poi si è trasferita la famiglia Lupino. «L’agenzia di Altopascio – spiega l’avvocato – gli presenta Lupino per l’affitto della casa. La sua famiglia entra nell’appartamento prima di firmare il contratto. Poi Airam scopre che non può affittare l’edificio in quanto non è di sua proprietà. Nel frattempo scoppia la pandemia e la famiglia resta a Corte Nardi, con la promessa di pagare l’affitto anche se poi non lo farà». Intanto i due uomini stringono amicizia. Gonzalez, che deve dimagrire, segue i consigli di Lupino. Nasce così l’idea di allestire la piccola palestra di fronte a casa di Lupino. Poi quest’ultimo gli chiede di aprire anche un laboratorio per fare i tatuaggi. Vedendo che Airam aveva una certa disponibilità di denaro, durante l’estate lo convince a investire nella droga. La prima volta Gonzalez finanzia l’acquisto di marijuana con cinquemila euro, come ha raccontato agli inquirenti. «Ai contatti giusti ci penso io...», questa l’offerta di Lupino. Ma il sodalizio a settembre già vacilla. Airam scopre che Lupino lo truffa, sempre secondo il suo racconto, trattiene i guadagni dello spaccio, dicendo che i clienti non lo pagavano. I traffici, stando alle indagini, coinvolgono anche alcuni albanesi di Fucecchio.
D’agosto arriva Khrystyna
Con l’arrivo della donna a Corte Nardi i rapporti si fanno più difficili. Gonzalez chiede a Lupino di lasciare la casa. Quest’ultimo lo minaccia. La prima volta il 28 ottobre, mettendo la sua inseparabile pistola Tanfoglio (che ora invece è sparita nel nulla) su un tavolo, davanti all’uomo, mentre sono nella palestra. La seconda volta, il pomeriggio del 30. Una lite furibonda e il tatuatore, accusato di avere ucciso uno dei cani di Airam, questa volta gli punta la pistola contro. Poi, preso dalla rabbia, fa una soffiata alla polizia di Pontedera, dopo avere consegnato a Airam la droga e due pistole. Dopo l’arresto del 31 agosto, Lupino chiama di nuovo il poliziotto al quale aveva dato la dritta. Quest’ultimo gli dice che Airam sta collaborando e che da quel momento lui dell’indagine non può dirgli una sola parola. Ricostruzione confermata dagli atti.
Il movente
La mattina del 1° novembre Lupino sa che il suo socio ha raccontato tutto alla polizia. Va dalla giovane che lo manda via in malo modo. Ma a quel punto, secondo le accuse, era già in preda all’ansia, voleva vendicarsi di Airam e temeva di essere venire incastrato a sua volta. Lui che invece, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva teso la trappola al socio e pensava che facilmente si sarebbe sbarazzo della donna straniera.
Le chiavi
Si è discusso molto sulla presenza delle chiavi nella porta sul retro della casa, quella da cui è entrato l’assassino. Si sa infatti che la donna è stata uccisa a distanza ravvicinata dentro la casa e le tracce principali del sangue ripulito vengono trovate vicino a questa porta, dove manca anche un tappetino.
il cane ucciso con la Tanfoglio
Già a luglio Lupino, indagato anche per questo, aveva ucciso uno dei cani di Airam con la stessa arma che potrebbe essere stata usata per il delitto. L’ogiva trovata nel cane, poi comparata con le tracce di un proiettile trovate nel muro della villetta di Corte Nardi dicono che potrebbe trattarsi della stessa pistola. «Lupino sosteneva che il cane avesse reagito male a uno dei suoi figli. Lo prese, lo legò a un trattore e gli sparò alla testa», ha dichiarato il 41enne. Un gesto gravissimo avvenuto in presenza dell’ex fidanzata di Airam nel mese di luglio. C’è un secondo cane sepolto nel giardino di Corte Nardi ma è morto per cause naturali. –
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