Italia
Lezioni in presenza all’aria aperta Ecco l’orto degli studenti speciali
L’idea di un’insegnante di sostegno conquista anche i colleghi «Così cerchiamo di esorcizzare il momento e i ragazzi sono felici»
l’isola felice
In questo momento di zona rossa e restrizioni da simil lockdown, soltanto alcuni studenti hanno la possibilità di poter frequentare la scuola in presenza: sono quelli con grave disabilità, insieme ai loro insegnanti di sostegno.
Nel giardino dietro la sede distaccata dell’Istituto Checchi di Fucecchio da circa un mese una decina di questi ragazzi “speciali” sta vivendo un’esperienza tutta particolare, che gli sta restituendo un po’ di felicità a dispetto della situazione attuale. Ma come? Semplicemente tornando alla... natura, dedicandosi alla creazione e alla gestione di un orto. «È nato tutto improvvisamente poche settimane fa, grazie al lampo di genio di una collega – racconta la professoressa Rosanna Surace, coordinatrice del progetto –. Pensavamo a qualche attività da far fare all’aperto per i nostri ragazzi speciali, per sfruttare l’arrivo della bella stagione. E guardando il nostro bel giardino ci è balenato il pensiero dell’orto».
La professoressa fra l’altro, oltre che insegnante di sostegno è anche una prof di scienze laureata in agraria: insomma, la persona giusta per passare dal dire al fare. «Ho sparso la voce fra i colleghi del sostegno, e tanti di loro hanno raccolto la sfida con entusiasmo».
La professoressa coordina questo progetto che vede il coinvolgimento dei colleghi Lorenzo Cecchi, Luca Rasori, Salvatore Squillante, Jacopo Sardi e Giovanni Bini; hanno anche creato un gruppo Whatsapp e l’hanno chiamato “brat”, cioè braccia rubate alla terra. E così, una volta acquisiti tutti i permessi del caso, nel giardino della scuola sono comparsi sementi, sacchi di terriccio, annaffiatoi e pompe per l’irrigazione. Via le scarpe da ginnastica: a scuola ora alcuni docenti e studenti ci vanno con gli stivali. Risultato: una piccola isola felice, fatta di cavoli, fave, piselli, barbabietole, insalata, erbe aromatiche. «Un ragazzo autistico – continua la professoressa Surace – che aveva già esperienza ha disegnato un orto a forma di raggiera, con tanti fiori e odori. Così facendo cerchiamo di esorcizzare il momento, perché per questi ragazzi essere confinati in spazi ristretti può essere devastante. Le famiglie sono felici, perché i loro figli tornano a casa contenti. In un contesto in cui passiamo le giornate a cercare su internet quello che non possiamo fare, è anche giusto fornire un’alternativa a queste persone». A giugno, inoltre, ci sarà il primo raccolto. —
M.S.
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