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Cassa di risparmio di Volterra, sindacati e vertici vicini allo scontro
Fabi, Cisl e Cgil preoccupati per il futuro della banca: "La direzione nega la richiesta di trattativa per trovare tutele dei dipendenti"
VOLTERRA. Preoccupazione per il futuro della Cassa di risparmio di Volterra e dei lavoratori che operano nell’istituto di credito. I sindacalisti di Fabi, Fist Cisl e Fisac Cgil non lasciano il campo a interpretazioni, rispetto al clima che si respira nella banca di piazza dei Priori. Una situazione di cui hanno parlato anche col sindaco Giacomo Santi e che sperano di risolvere quanto prima.
Silenzio sul futuro
Ormai da tempo, la “Cassa” sta cercando un socio per la ricapitalizzazione. Un’operazione cruciale che potrebbe farle perdere anche l’autonomia, nel caso fosse “inglobata” in una grande struttura bancaria. I vertici della Volterra hanno sempre sostenuto di puntare a un partner che abbia una visione simile alla loro (contatto e sostegno col territorio), ma con le spalle larghe, tanto da garantire investimenti la gestione dei cosiddetti crediti deteriorati. Ma ormai la ricerca va avanti da tanto tempo e i sindacati chiedono chiarezza. «Se risultano di tutta evidenza la necessità e l’urgenza di una ricapitalizzazione dell’istituto, conseguente al ripianamento delle perdite determinatesi per effetto del credito deteriorato, che si è accumulato negli anni – dicono i rappresentanti dei lavoratori – è altrettanto importante capire in quali tempi questo si concretizzerà e quali soggetti vi interverranno. Nel prendere atto che la proprietà (la Fondazione Cassa di risparmio di Volterra ndr) ha deciso un arretramento nella partecipazione nella compagine sociale della Cassa, intendiamo evidenziare quanto un’ipotizzabile ricapitalizzazione, possa configurare, in ragione della propria supposta entità, una perdita del controllo della Banca da parte della stessa Fondazione».
dipendenti e territorio
Il timore che l’arretramento dell’ente guidato da Roberto Pepi e l’arrivo di un colosso del credito, con incognite sul futuro di chi è stato assunto dal settembre 2001, è molto forte tra i rappresentanti dei 460 lavoratori. Chi è entrato nella banca prima di quella data ha la garanzia di non poter essere spostato se non entro i confini attuali del territorio in cui è presente la Cassa di risparmio di Volterra. Chi è stato assunto dopo, invece, quella tutela non ce l’ha. «L’obiettivo che siamo fermamente determinate a perseguire, a prescindere dalle soluzioni di intervento che verranno prospettate, è e sarà la tutela dei dipendenti della Cassa e il mantenimento di quello stretto legame che storicamente la lega al proprio territorio di riferimento, della cui economia la nostra banca dovrà continuare a rappresentare il volano e propulsore», sottolineano Fabi, Cisl e Cgil.
Trattativa
Da qui la richiesta alla direzione generale di una trattativa che, per ora non ha dato esito. Le parti torneranno a incontrarsi lunedì, nella speranza che si aprano spiragli. «Abbiamo chiesto alla direzione generale un accordo che tuteli i dipendenti, nel merito alla mobilità a cui potrebbero essere soggetti nell’eventuale caso di cambio del soggetto aziendale – riprendendo i sindacati – ma non è stata trovata la disponibilità auspicata a trattare e ciò offre un ulteriore motivo di preoccupazione e rammarico, sia per la mancanza di tutele che ne deriva, sia per le motivazioni che stanno a sostegno della posizione aziendale».
L’incontro con Santi
Che la situazione desti preoccupazione è dimostrato anche dall’incontro fatto con il sindaco: «Abbiamo incontrato il sindaco Giacomo Santi per esporre anche al Comune i nostri timori e la necessità di intervenire a tutela del lavoro e dei lavoratori. Auspichiamo che si possa predisporre il sostegno della Cassa e dei dipendenti, rispettando il diritto a essere informati sul futuro di lavoratori e cittadini del territorio.
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