Italia
Vigile sotto processo per peculato: il pm chiede l’assoluzione
cascina. Un’assoluzione dall’accusa di peculato perché per un episodio non sarebbe stato dimostrato l’elemento psicologico del dolo nell’azione finita al centro del processo. E per l’altro caso la ragione è riferita alla particolare tenuità del fatto.
È la richiesta formulata ieri mattina dal pm Giancarlo Dominijanni nel processo a carico di Fabrizio Ferrara, 48 anni, assistente scelto della polizia municipale di Cascina. Alla richiesta del pm si unito l’avvocato Riccardo Taverniti invocando, al termine della sua arringa, un verdetto assolutorio perché il fatto non sussiste.
La storia è datata nel tempo, siamo nel 2013, e riguarda l’acquisto di carburante a spese del Comune. L’importo contestato non arriva a 20 euro. Soldi che Ferrara, ammettendo l’errore, ha restituito versando 26 euro, il valore del contenuto della tanica riempita neanche tutto e che è stata all’origine di un procedimento disciplinare e poi di un processo per peculato.
L’accusa iniziale, che nel corso del processo per l’accusa ha perso la sua forza colpevolista, era quella di aver fatto benzina a spese dell’amministrazione.
A carico dell’agente, dopo aver verificato una presunta incoerenza fra i chilometri dichiarati sulla scheda carburanti e quelli effettivamente percorsi, si era mosso anche il comando. Dopo un’indagine interna aveva optato per una sanzione formale minima, una censura, poco più di un avvertimento. E anche il Comune ha rinunciato alla costituzione di parte civile.
Fra gli episodi che hanno occupato le udienze dibattimentali, c’è stato quello del 28 marzo 2013, quando in un distributore i vigili urbani videro l’auto privata a Ferrara con a bordo una tanica di benzina piena, anche se in quella giornata non fu accertata nessuna incongruenza fra il chilometraggio e il pieno effettuato. «Quando il mio cliente si è accorto dell’errore ha proposto la soluzione versando anche più dell’equivalente contestato» ha sottolineato l’avvocato Taverniti. Sentenza a fine aprile. —
P.B.
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