Il presidio
Svolta nel giallo di Orentano, c'è un arresto per la scomparsa di Khrystyna: è un tatuatore di 49 anni
Si tratta del vicino di casa della 29enne ucraina: l'avrebbe uccisa a colpi di pistola, la stessa arma con la quale aveva ammazzato il cane. Le indagini, le contraddizioni dell'uomo e la svolta decisiva
CASTELFRANCO DI SOTTO. Svolta nel giallo di Khrystyna Novak, la ventinovenne ucraina di cui era stata denunciata la scomparsa il 9 novembre 2020. All'alba di questa mattina (martedì 23) a Castelfranco di Sotto, la polizia ha arrestato Francesco Lupino, tatuatore di 49 anni, vicino di casa della donna e in rapporti d'affari illeciti con il fidanzato della giovane. Sarebbe lui il presunto autore dell'omicidio e della soppressione del cadavere. Il movente sarebbe legato a evitare di essere coinvolto dalle indagini dopo l'arresto, dopo una sua soffiata, del compagno della sua vittima. Il suo "socio".
Lupino, come si può leggere anche nell'articolo qui sotto, più volte è intervenuto pubblicamente nella vicenda, raccontando la sua versione dei fatti. E proprio dai sospetti del compagno della donna sono partite le indagini che hanno portato all'arresto da parte della squadra mobile di Pisa.
QUI SOTTO IL RACCONTO DI LUPINO AL TIRRENO (20 novembre 2020)
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.39563069:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2020/11/20/news/due-amiche-hanno-scavalcato-il-cancello-e-hanno-preso-il-cane-di-khrystyna-1.39563069]]
UCCISA A COLPI DI PISTOLA
Secondo la ricostruzione investigativa, Lupino avrebbe ucciso la Novak tra la sera dell’1 e la notte del 2 novembre utilizzando la pistola di cui ne è stata dimostrata la detenzione. L'omicidio sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione di Airam Gonzalez Negrim, il compagno della donna. Il 49enne avrebbe poi occultato il cadavere e cancellato (non completamente) le tracce del delitto tra la sera stessa e la sera successiva (quella tra il 2 e il 3). Per attuare un depistaggio, avrebbe poi ultimato il suo piano simulando l’allontanamento volontario della Novak utilizzando il suo cellulare.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.40062974:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/cronaca/scomparsa-nel-pisano-le-indagini-della-polizia-per-risalire-al-presunto-omicida/144259/145930]]
LA "SOFFIATA" ALLA POLIZIA
Secondo la ricostruzione della polizia, la vicenda che porterà all’uccisione della ragazza, parte proprio dal momento dell’arresto del compagno spagnolo della donna, imprenditore locale nel settore dei pellami. L’uomo la sera del 31 ottobre 2020 viene arrestato a seguito di una “soffiata” fatta da Lupino alla polizia di Pontedera che coglie Gonzalez al suo rientro da una gita con la Novak e con il figlio di lui. Dalla perquisizione della casa spuntano due pistole e della droga.
A dare quelle armi e quelle sostanze a Gonzalez era stato proprio Lupino, due giorni prima. Gonzalez ha raccontato di essere stato coinvolto da Lupino nei suoi affari criminali, circostanza suffragata dall’esame delle chat.
Il motivo di questa denuncia da parte di Lupino nei confronti del "socio", deriverebbe da una lite avvenuta tra i due vicini due giorni prima all’arresto di Gonzalez. Lo spagnolo, su insistenza di Khrystyna, voleva tirarsi fuori dal giro della droga.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.40062772:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/cronaca/scomparsa-nel-pisano-arrestato-il-presunto-omicida-il-procuratore-crini-spiega-l-indagine/144258/145929]]
QUEL DOPPIO FILO
Francesco Lupino, oltre a essere il vicino di casa, era anche affittuario di Gonzalez. L'imprenditore gli aveva chiesto di liberargli la casa. In tutta risposta il tatuatore lo avrebbe minacciato con una pistola semiautomatica marca Tanfoglio, illegalmente detenuta, che abitualmente portava con sé. Per chiudere il rapporto criminale e far rientrare dall’investimento iniziale Gonzalez, Lupino quel giorno gli avrebbe consegnato la droga e le due pistole, che poi sarebbero state trovate nella perquisizione e il conseguente arresto del 31 ottobre 2020. Quella sera la Novak, rientra dal commissariato a seguito dell’arresto del compagno con il figlio del Gonzalez, riaccompagnata dalla madre di quest’ultimo. Intorno alle 22.30 resta sola a casa.
LE ULTIME ORE DELLA DONNA
Sempre secondo la ricostruzione della polizia, il 1° novembre la ragazza comunica con familiari e amici, chiama su Whatsapp un’amica di nome Julia, che vive in Ucraina, raccontandole dell’arresto del compagno. Durante la telefonata con Julia, intorno alle 9.30, Novak riceve una chiamata al citofono della sua abitazione da parte di Francesco Lupino, che le chiede se ha bisogno di qualcosa. La ragazza si affaccia e prima gli riferisce che non ha bisogno di niente e poi, data l’insistenza dell'uomo, le fa un gesto come per mandarlo “a quel paese”.
Alla scena assiste anche un’altra vicina di casa che notò Lupino andare via in maniera nervosa, sgommando con la macchina. Il pomeriggio e la sera del 1° novembre Krystyna chatta con le amiche, si sente nuovamente con Julia alla quale dice di voler restare a casa ad aspettare il rientro del fidanzato Airam anche perché un poliziotto, al momento dell’arresto, l’aveva rassicurata che, dato che il compagno era incensurato, sarebbe uscito dal carcere nel giro di un paio di giorni al massimo. La sera, dopo questa conversazione avvenuta intorno alle 22 ora italiana, la ragazza avrebbe ricercato tramite il cellulare su Google un film d’amore alle 22.35.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.40062756:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40062756:1652947966/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L'ALLARME
Da quel momento non si hanno più notizie di altre attività compiute attraverso il cellulare di Novak, che la mattina del 2 alle 8.44 smette di riprodurre segnale, fino alle ore 9.41 del 3 novembre, quando dopo aver agganciato alcune celle si spegne definitivamente alle 9.55. Preoccupata dall’Ucraina per la mancanza di contatti con la ragazza, la madre di Krystyna, chiede a delle connazionali di andare a cercare la figlia per capire se le fosse capitato qualcosa. Le ragazze vanno in corte Nardi in due occasioni quel giorno e scavalcano il cancello. Entrano dall’ingresso posteriore, che trovano aperto e con una chiave inserita dal lato esterno della porta.
All’interno Khrystyna non c'è, ma solo il cagnolino dalla quale la ragazza non si separava mai. Dopo averla cercata inutilmente, se ne vanno portando via il piccolo Kasper. Dopo questo passaggio, arriva nella casa la ex moglie di Gonzalez, il 4 novembre 2020, per prendere degli effetti personali per l’ex marito detenuto. In casa non c'è nessuno. A seguito della denuncia presentata il 9 novembre da un avvocato incaricato dalla madre di Khrystyna, la Polizia fa un primo sopralluogo.
La casa, seppur sporca, appare in ordine. All'interno vengono ritrovate su un mobiletto le chiavi di casa della Novak, le chiavi dell’auto di Gonzalez, e in una borsa tutti i documenti di identità della ragazza: un ritrovamento incompatibile rispetto a un allontanamento volontario.
Per questo la Procura apre un fascicolo per sequestro di persona. Iniziano le ricerche di protezione civile e si passano al setaccio gli ambienti di Gonzalez e Novak: il locale, dove Khrystyna lavorava e dove aveva conosciuto Airam, le connazionali ucraine, il vicinato. A offrire un importante contributo investigativo è stato Gonzalez che, interrogato più volte in carcere, ha sempre fornito informazioni coerenti successivamente riscontrate.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39570374:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2020/11/22/news/quella-notte-che-ha-inghiottito-khrystyna-la-madre-se-potesse-mi-chiamerebbe-1.39570374]]
LE ACCUSE DI AIRAM
Appreso della scomparsa della compagna, l’uomo si è subito messo a disposizione degli investigatori, raccontando dei rapporti con i vicini e con chi potesse avere avuto motivo di rancore verso la ragazza e la coppia. Ha parlato dei rapporti con Lupino, iniziati a febbraio del 2020, tra meri locatori e conduttori di immobili. Poi, dopo una storia finita male tra Gonzalez e un’altra ex fidanzata a luglio del 2020, Lupino era entrato progressivamente a far sempre più parte della vita dello spagnolo, fino alla proposta di entrare nel business dell’illecito.
Lupino ha alle spalle condanne anche in materia di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, oltre che per lesioni e maltrattamenti nei confronti dell'ex moglie. Viene descritto come un tipo violento, che ha disponibilità di armi da fuoco e che, con una pistola che porta quasi sempre con sé, avrebbe anche ammazzato, a luglio del 2020, uno dei cani del Gonzalez sparandogli alla testa.
La 29enne ucraina, che era a conoscenza dei traffici illeciti tra il compagno e Lupino, non vedeva di buon occhio quest’ultimo, al punto da convincere il fidanzato a uscirne fuori. Lupino, secondo quanto riferito da Gonzalez e riscontrato nelle chat whatsapp, aveva le chiavi della casa dello spagnolo.
LE TRACCE E L'UCCISIONE DEL CANE
Sono stati effettuati sopralluoghi dell’abitazione di Orentano, uno dei quali anche con lo stesso Gonzalez in regime di detenzione; è stato dissotterrato il cane dello spagnolo, giustiziato da Lupino con un colpo di pistola alla testa nella cui carcassa è stata rinvenuta un’ogiva. L’esame della villetta è stato condotto dalla scientifica di Firenze e di Roma che ha trovato tracce di cancellazione di sangue dalle pareti del corridoio di ingresso della porta posteriore. Sangue anche sotto il cardine dello stipite della porta e in diversi punti del corridoio, tracce biologiche riconducibili a Krystyna.
Sempre in quel punto del corridoio mancava uno zerbino. Ed è stata trovata una scalfittura nel muro con all’interno un frammento metallico. Il frammento è stato posto in comparazione con il proiettile estratto dal cane ucciso da Lupino con una pistola marca Tanfoglio.
Il confronto, effettuato nei laboratori della scientifica di Roma, ha evidenziato l’elevata compatibilità di quel materiale con l’impatto di un proiettile del tipo rinvenuto nella carcassa del cane.
LA SVOLTA
Del fatto che Lupino avesse a disposizione proprio quella pistola è stato accertato da un'immagine scattata ad agosto del 2020 con il cellulare di Lupino. A quel punto è stata posta sotto la lente di ingrandimento la posizione sua posizione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.40063256:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/cronaca/scomparsa-nel-pisano-la-casa-dove-e-avvenuto-l-arresto-del-presunto-omicida/144260/145931]]
LE CONTRADDIZIONI
Lupino e la compagna, sin dalle fasi preliminari delle attività di indagine condotte nel territorio di Orentano - spiegano gli inquirenti - avrebbero tentato di sviare le indagini. Per cercare di allontanare i sospetti, hanno fornito delle versioni su come hanno trascorso quei giorni, successivamente sconfessate dagli approfondimenti.
I conviventi hanno dichiarato di essere sempre stati insieme in quei tre giorni. In realtà, dall’esame dei cellulari della coppia è emerso come, già dalla sera dell’1 novembre, le cose fossero andate diversamente. Lupino ha cancellato per intero la chat con la compagna tra la sera dell’1 e la sera del 3 novembre 2020. Analizzando la chat con la compagna, è emerso come ci fosse un messaggio inviato alle ore 20.34 e letto alle ore 20.54 dal Lupino, sintomo del fatto che i due potessero non essere assieme in quel momento. Analizzando il cellulare di Lupino in comparazione con il cellulare della Novak, gli stessi appaiono agganciare celle compatibili con l’area di Corte Nardi, nell’orario in cui è stato commesso il delitto, da ricondursi tra la sera del 1° novembre e la notte del 2 novembre 2020.
Le dichiarazioni dei due risultano contraddette anche con riferimento a quanto successo la sera del 2 e la notte del 3 novembre 2020: tra Lupino e la compagna risultano diverse interazioni telefoniche via Whatsapp, ma anche di traffico voce, a dimostrazione che il tatuatore tra le ore 23.15 del 2 e l’1.15 del 3 novembre non era a casa.
LA TESTIMONIANZA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
