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Continua la strage di anziani altri tre morti legati al Covid

Andreas Quirici
Continua la strage di anziani altri tre morti legati al Covid

Tra i decessi comunicati ieri Giovanna Santoro e Rosario Di Miele Scomparsa anche Maria Ulivieri, mamma di un’ex dipendente comunale

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SAN MIINIATO. Giovedì è salita con le sue gambe sull’ambulanza. Era tranquilla. Pensava, ma soprattutto sperava, che le cure che stava per ricevere al San Giuseppe di Empoli l’avrebbero fatta tornare a casa dalla sua famiglia per riprendere la vita di sempre. «Venerdì mi ha chiamata col cellulare. Si preoccupava delle mie condizioni di salute, visto che anche io sono positiva», racconta Antonella Posarelli, ex dipendente del Comune di San Miniato, in pensione da dicembre, figlia dell’86enne Maria Ulivieri. Poche ore dopo la chiamata alla figlia, per l’anziana è arrivato un picco di febbre. E la situazione è degenerata. Fino alla morte avvenuta l’altro giorno alle 18.30.

Un’altra vittima del coronavirus nel Valdarno. L’anziana è stata inserita tra i decessi comunicati ieri dall’Asl Toscana centro, insieme a quelli di Giovanna Santoro, 91 anni di Montopoli, e del 69enne Rosario Di Miele, anche lui sanminiatese, titolare di un’azienda di lavorazioni conciarie a Santa Croce.

La famiglia di Maria Ulivieri era originaria de La Serra, ma da anni vive a Balconevisi. Il campo sportivo della frazione è intitolato ad Alberto Posarelli, il figlio morto nel 1998 all’età di 25 anni a causa di un arresto cardiaco mentre giocava una partita di calcio nel campionato amatori Uisp. Un dolore grande per la donna e tutti i familiari del giovane che si stava laureando in architettura. «Mia mamma non ha mai smesso di andarlo a trovare al cimitero – dice Antonella Posarelli –. Eccetto gli ultimi tre mesi, che non usciva più di casa a causa dei tanti contagi da Covid, spesso prendeva l’auto e da sola andava a trovare Alberto. Era una delle sue ragioni di vita».

Così come la figlia, ma anche il nipote, Piergiulio Cicconi, che è un medico delle Unità speciali di continuità assistenziali (Usca) dell’Asl Toscana Centro. Proprio quelle che fanno assistenza a domicilio per i malati di coronavirus. «L’isolamento forzato, anche se il suo appartamento è sullo stesso pianerottolo del mio – riprende la figlia di Maria Ulivieri – le provocava tanta sofferenza. Non ne poteva più di non poter riprendere la propria vita e ricominciare a frequentare la famiglia. Nutriva speranza nel vaccino. Pensavamo che la chiamata del dottore sarebbe arrivata a giorni, con la data in cui presentarsi per l’iniezione. Invece non ha fatto in tempo».

Domani alle 9, nella chiesa di Balconevisi, sarà celebrato il funerale a cui seguirà la cremazione della salma di quella che era conosciuta da tutti come la classica “nonna sprint”. Nel 2007 aveva perso il marito, Francesco Posarelli, ex dipendente della Piaggio, ma riempiva le sue giornate di tantissime cose. «Seguiva la politica, faceva le parole crociate – sottolinea la figlia che è sposata con Tito Cicconi, autista degli autobus in pensione – appena poteva usciva e faceva vita sociale. Era sempre in movimento. E lo è rimasta fino all’ultimo. Aveva qualche acciacco legato all’età. Ma non si perdeva mai d’animo. La settimana prima del ricovero, quando ha accusato i primi colpi di tosse, a cui sono seguiti febbre e difficoltà respiratorie, l’ho accudita anche se non sembrava così grave. Il tampone successivo non ha lasciato dubbi. Aveva preso il Covid e anch’io sono stata contagiata. Poi, pochi giorni fa, i livelli di saturazione non hanno lasciato altra strada che ricoverarla all’ospedale. I problemi di respirazione l’hanno obbligata a usare il casco per la ventilazione che lei non sopportava. Ci siamo parlate venerdì. Alla fine della telefonata ci siamo salutate come sempre. È stata l’ultima volta che l’ho sentita». —

Andreas Quirici

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