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botta e risposta 

Scontro CambiaMenti-sindaco sull’aumento dei positivi

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SAN MINIATO. CambiaMenti attacca: «Livelli di contagio troppo alti. Serve più dialogo tra il Comune e le forze politiche oltre a screening di massa e controlli ai supermercati». E il sindaco risponde: «Dati comunicati quotidianamente, lo screening è pensato per comuni più piccoli di San Miniato e i controlli sono stati rinforzati. Basta strumentalizzazioni».

Da un lato la capogruppo di Cambiamenti Manola Guazzini, dall’altro il sindaco Simone Giglioli. La prima chiede un cambio di passo sulle vaccinazioni: «L’andamento troppo lento del piano di vaccinazioni dipende in primo luogo dal livello nazionale. Ma da noi si sta facendo qualcosa per accelerare?». Il secondo spiega che «adesso è il momento di cambiare passo e di puntare ad una distribuzione capillare dei vaccini. Tuttavia non esiste un piano vaccinale comunale, come enti siamo a disposizione della Regione per tutto ciò che riguarda la logistica, attivandoci per il reperimento di spazi per le vaccinazioni di massa, e restando a disposizione dei cittadini per fornire tutte le informazioni necessarie».

Sul fronte dei controlli, Guazzini sottolinea che andrebbero presidiati «gli ingressi nei supermercati» per verificare che «siano contingentati per davvero; che le distanze in certi luoghi pubblici, in certe piazze, in certe vie, siano davvero mantenute, che l’uso dei dispositivi di sicurezza sia davvero rispettato ovunque? Di sicuro nei mesi scorsi c’è stata, e l’abbiamo continuamente denunciata, una assoluta insufficienza dei controlli e delle azioni di prevenzione degli assembramenti».

La replica di Giglioli parla di «un lavoro di concerto con le forze dell’ordine che, colgo l’occasione per ringraziare di nuovo, che stiamo effettuando controlli sia nei giorni feriali, sia nel weekend, in tutte le zone sensibili».

Dall’opposizione, quindi, chiedono una cosa precisa: «Non è ammissibile che, di fronte a tutte le domande, il sindaco risponda “non dipende da noi, non ne abbiamo la competenza, non possiamo farci niente”. La logica dell’intervento minimo, che il sindaco sembra prediligere, è assolutamente inadeguata in una situazione di emergenza».

«Ricordo alla consigliera Guazzini – spiega Giglioli – che, per fortuna, non viviamo in uno stato di polizia e che, nonostante i nostri controlli, molto dipende dai comportamenti che i cittadini assumono: il maggior numero dei contagi, purtroppo, avvengono in contesti privati come pranzi in famiglia, visite a parenti e così via. Si tratta di situazioni private che ci è impossibile controllare perché, in larga maggioranza, avvengono tra le mura domestiche e ce ne accorgiamo quando, nell’elenco dei positivi rileviamo quotidianamente interi nuclei familiari».

E ancora il sindaco: «Al di là degli slogan politici, credo sia importante rispettare le regole e il vero deterrente è proprio quello della zona rossa, con tutte le restrizioni del caso, seppur spiacevoli, un’azione da svolgere in accordo con i Comuni limitrofi e la Regione, senza fughe in avanti o tentativi di andare da soli, facendo di testa propria». —

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