Il Tirreno

Pontedera

«Santità, non siano sciolte le nostre comunità»

L’appello di Ceccarelli a Francesco: «Gli accorpamenti per il nostro vasto territorio rurale non sono mai risultati salutari» 

3 MINUTI DI LETTURA





Volterra. Sull’ipotesi di accorpamento della diocesi di Volterra, meglio andare direttamente alla fonte, deve aver pensato il sindaco di Guardistallo (che fa parte di quella giurisdizione ecclesiastica) Sandro Ceccarelli. La preoccupazione è tanta e così ha scritto a papa Francesco per esporre le ragioni per cui quella scelta è da rivedere, qualora fosse percorsa, e non certo da portare a termine.

«Da sindaco di Guardistallo, da cristiano e da cittadino della Valdicecina – scrive Ceccarelli al Papa – non posso credere alle notizie che si leggono sulla stampa locale, ovvero di un probabile accorpamento della diocesi di Volterra. Non ci posso credere, perché significherebbe lasciare il gregge della Valdicecina reciso delle sue più profonde radici. Faccio appello a Lei Santità, affinché prenda a cuore la diocesi di un suo illustre predecessore e nostro conterraneo, papa san Lino, il primo pontefice italiano e amico del pescatore della Galilea».

Il sindaco Ceccarelli ricorda che come amministratori «siamo impegnati costantemente, nel tentativo di far crescere il nostro territorio. Tutte le lotte di questi ultimi anni, per la sanità, per il lavoro che non c’è, nel rispetto dei valori delle nostre famiglie l’abbiamo fatte con il nostro vescovo Silvani al fianco, che non ci ha mai abbandonato e ha compiuto atti da buon pastore che non avremmo visto compiere da molti arcivescovi di capoluoghi».

«E come già dimostrato in altri campi (sanitario, amministrativo) gli accorpamenti per il nostro vasto territorio rurale non sono mai risultati salutari per le nostre comunità, che sulla loro pelle li hanno sempre vissuti come uno sfregio, come una colonizzazione».

«Santità, Le scrivo nel giorno di san Giuseppe, Padre coraggioso e amorevole, che scelse di crescere e custodire la sua famiglia in un piccolo paese come il mio. Anch’io, padre di tre figli con mia moglie abbiamo scelto di crescere cristianamente e proteggere la nostra famiglia e vivere questa nostra esperienza piena di valori, talvolta faticosa, ma sempre molto gratificante per tutto ciò che possiamo trasmettere ai nostri figli».

Nella sua lettera al pontefice il sindaco di Guardistallo è convinto che «il coronavirus, nel bene o nel male, ci sta insegnando quanto contano gli spazi aperti, e che probabilmente il modello consumistico dei grandi agglomerati urbani attuato fino a ieri è sbagliato».

Che la preoccupazione sul futuro della diocesi di Volterra, una volta in pensione l’attuale vescovo Alberto Silvani (a settembre), sia notevole da parte di Sandro Ceccarelli traspare anche nell’ultimo paragrafo della lettera spedita nei palazzi vaticani: «Santità carissima, papa Francesco, mi rimetto alla Sua immensa comprensione e bontà, fiducioso nel Suo giudizio e mi consenta di rivolgerle un ultima preghiera da piccolo sindaco di campagna: non permetta che il tessuto sano delle nostre comunità si sciolga come neve al sole e protegga con le sue preghiere il cuore della nostra Toscana! Volterra e la Valdicecina non possono rimanere senza un Pastore e senza una guida spirituale». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web