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«Nella stalla de I Fabbri non più di 300 mucche»
Incontro sindaco di Pontedera-consulta sulle maleodoranze. L’Unione Valdera ordina anche di effettuare maggiori controlli. Sarà avviata la verifica sull’igiene nell’allevamento.
PONTEDERA. Un’ordinanza per l’immediata riduzione a 300 capi di bestiame nella stalla dell’azienda agricola di cui è proprietario Nicola Pesce che si trova a I Fabbri, nel territorio di Pontedera. È il documento emesso dallo Sportello unico per le attività produttive (Suap) dell’Unione Valdera, di cui ha dato notizia il sindaco Matteo Franconi alla consulta di Treggiaia nella riunione che si è svolta nei giorni scorsi. Una riunione che ha avuto al centro il problema delle maleodoranze di cui si lamentano da circa un anno gli abitanti.
Più controlli
Nell’ordinanza il Suap chiede anche «l’esatta definizione delle procedure di gestione del letame dei bovini indicando precisamente le quantità e i siti di stoccaggio, a partire dalla concimaia sino alla loro destinazione finale; la presentazione di una relazione in merito alla gestione del letame comprensivo dei tempi di pulizia della stalla e rimozione delle lettiere; il monitoraggio, controllo e gestione con agenti abbattenti degli insetti molesti; il monitoraggio, controllo e gestione delle maleodoranze».
Verifiche igieniche
Dal resoconto della riunione fatto dalla consulta, emerge anche che «l’ufficio Edilizia privata del Comune, con una nota del 10 marzo, ha anticipato all’azienda la dichiarazione di inefficacia della pratica presentata per la realizzazione di un impianto di biogas alimentato con reflui zootecnici e biomasse aziendali». In più il sindaco ha annunciato che «nei prossimi giorni l’amministrazione comunale avvierà una verifica delle condizioni igienico-sanitarie preordinato all’emanazione di un eventuale provvedimento sindacale «per chiedere poi all’Asl una relazione tecnica e una valutazione della tollerabilità delle lavorazioni nella stalla al fine di contemperare le esigenze di pubblico interesse con quelle dell’attività produttiva».
Attività insalubre
L’incontro tra il sindaco e la consulta è arrivato dopo un’assemblea pubblica in cui era stato annunciato l’avvio di pratiche legali in caso di mancato intervento da parte dell’amministrazione comunale per bloccare le maleodoranze. La consulta, dal canto suo, sottolinea che «le attività insalubri, fra cui rientrano quelle dell’allevamento di bovini a I Fabbri, richiedono cautele per poter inserire, valorizzare e far convivere il patrimonio industriale e produttivo in un contesto di compatibilità ambientale, sociale ed economico».
Possibile chiusura
Per la consulta, «la gestione delle attività insalubri richiede, da parte della proprietà, l’adozione di misure tecniche e organizzative, per annullare impatti negativi sul territorio circostante», oltre a «uno scrupoloso e costante rispetto delle norme. Attenzione che purtroppo a oggi è stata sistematicamente disattesa. In situazioni simili, anche interventi estremi di chiusura temporanea dell’attività fino alla completa riconduzione delle maleodoranze nei valori accettabili, se consentiti dalla normativa, devono essere presi in considerazione». —
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