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Pinqua, in undici interrogativi i dubbi dell’architetto Allegretti

Pinqua, in undici interrogativi i dubbi dell’architetto Allegretti

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CASCINA. Undici domande, che rimandano ad altrettanti dubbi e perplessità, dopo l’approvazione da parte della giunta comunale del progetto Pinqua, Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, che dispone di importanti finanziamenti del ministero delle Infrastrutture. Gli interrogativi vengono posti dall’architetto Franco Allegretti e sono rivolte sostanzialmente al sindaco Michelangelo Betti. La prima domanda di Allegretti: è vero o no che la tabella contenuta nella delibera della giunta comunale e che approva il quadro finanziario del progetto di 15 milioni di euro è sbagliata? La seconda domanda: è vero o no che il parere contabile allegato alla delibera evidenzia ripercussioni sugli equilibri economici e finanziari dell’ente? E di conseguenza la delibera ha efficacia o no? La terza domanda: è vero o no che nel quadro economico è indicata una cifra di undici milioni e 800mila euro senza indicare il costo di ogni singolo progetto?

Le questioni poste dall’architetto entrano anche nel dettaglio di alcuni interventi. È il caso della quarta domanda: è vero o no che il progetto di demolizione di un edificio pubblico di circa 16mila mc prevede la sua sostituzione con una piazzetta lungo la Tosco Romagnola di meno di 1.000 mq chiamata “Bosco Urbano” con 19 alberelli dove far giocare i bambini, in un luogo altamente inquinato dal traffico automobilistico? E poi, quinta domanda: è vero o no che si prevede di costruire 31 monolocali di legno passivo per persone con “disagio sociale” per periodi temporanei nell’area del pepe di San Frediano e quindi non sulla Tosco Romagnola? Altre questioni sono più di carattere tecnico-burocratico. «È vero o no – scrive Allegretti – che la relazione tecnico costruttiva non risulta firmata dai tecnici incaricati e tanto meno da funzionari comunali? È vero o no che anche il quadro economico non risulta firmato dai tecnici incaricati e tanto meno da funzionari comunali?».

Gli ultimi quesiti riguardano gli incarichi. «Basta rispondere nel merito a queste semplici domande e fugare ogni dubbio – conclude Allegretti –. Se poi il sindaco, forte delle sue convinzioni, volesse accettare anche un confronto pubblico, sono sempre disponibile». —

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