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Pontedera, Ponsacco e Calcinaia sono a un passo dal passaggio in zona rossa
Oggi la decisione della Regione che potrebbe includere alcuni comuni della Valdera. Giani: «Sono preoccupato»
Tommaso Silvi
Andreas Quirici
pontedera. «Sono preoccupato». E ancora: «Dobbiamo fare alcune valutazioni». Le parole del presidente della Regione Eugenio Giani ieri in conferenza stampa a Firenze hanno dato il via a ciò che, molto probabilmente, diventerà realtà oggi, nell’incontro decisivo. Pontedera, Ponsacco e Calcinaia in zona rossa. E non è escluso che siano inseriti altri comuni della Valdera, visti i numeri del contagio da coronavirus nell’ultima settimana.
Sindaci rassegnati
«Difficile evitare la restrizione massima», ammette il sindaco di Pontedera Matteo Franconi. Con lui anche i suoi colleghi di Calcinaia e Ponsacco, Cristiano Alderigi e Francesca Brogi, anche se per quest’ultima sono arrivati i dati confortanti dei tamponi effettuati sugli studenti delle scuole. Controlli fatti dopo il focolaio scoppiato nel condominio di via Rospicciano. E, almeno per quanto riguarda gli studenti delle scuole elementari e medie di Ponsacco le ultime indicazioni sono rassicuranti sul fronte dei contagi.
I dati degli alunni
Delle 40 persone risultate positive, nello scorso fine settimana, all’interno del condominio di via Rospicciano, 15 sono studenti. Da qui la decisione della sindaca di chiudere, fino a data destinarsi, le scuole primarie de Le Melorie e Fucini Mascagni e la scuola media secondaria. Con la conseguente attivazione dello screening scolastico di massa. Mercoledì, dalle 8 fino al tardo pomeriggio, al campo sportivo dei Poggini è stato organizzato un drive through, ovvero una postazione per i tamponi accessibile direttamente in auto. In un giorno sono stati tamponati 256 alunni. Alle 20 di ieri erano stato processati 251 tamponi: due soli i casi positivi. Il focolaio di via Rospicciano, quindi, non ne ha scatenato un altro all’interno delle scuole. Una carta, questa, che la sindaca Francesca Brogi proverà a mettere sul tavolo oggi pomeriggio, durante il confronto con il presidente della Regione Eugenio Giani, al cui termine verranno decisi i comuni da far passare in zona rossa. «I dati che arrivano dal monitoraggio sugli studenti che hanno avuto contatti con i ragazzi positivi del condominio di via Rospicciano sono sicuramente importanti. E potrebbero convincere la Regione a non farci andare in zona rossa. Detto questo c’è da valutare anche una situazione generale, a Ponsacco e in Valdera, che resta piuttosto critica. Tutto dipenderà dalla valutazione del contesto che farà il presidente Giani».
Covid diffuso
La situazione è critica in tante parti della Valdera. E la dimostrazione arriva anche dall’ospedale, dove i posti letto per i malati di Covid sono in larghissima parte occupati. Un dato, questo, che secondo il sindaco Franconi influisce anche sul livello di contagi registrato ufficialmente a Pontedera: «I ricoverati vengono segnati al nostro comune anche se abitano altrove. E anche questo finisce per influenzare l’andamento della pandemia per la nostra città. È indubbio, però, che il momento sia delicato. Da noi non ci sono focolai. Sono 18 le classi in quarantena, ma i positivi al Covid sono diffusi un po’ in tutto il comune. Non so quanto sia utile chiudere comuni a macchia di leopardo. Probabilmente sarebbe più efficace una serrata provinciale. Ma capisco anche quelle zone dove il contagio è basso e che avrebbero pesanti ripercussioni in caso di zona rossa generalizzata».
Contagi nell’infanzia
Chi invece ha localizzato una delle cause dell’alta diffusione del coronavirus nel suo comune è il sindaco di Calcinaia che racconta di 12 casi divisi in tre classi alla scuola dell’infanzia di Fornacette. «È una di quelle situazioni che abbiamo riscontrato negli ultimi giorni – dice Alderigi –. La scuola è chiusa e attendiamo la decisione del presidente Giani. I numeri complessivi, però, sono evidenti e ho paura che ci sia poco da fare. Il problema sarà per le famiglie che dovranno organizzarsi tra il lavoro e la gestione dei figli con le lezioni sospese e le attività economiche che dovranno fermarsi. Devo dire che, da quando abbiamo interdetto l’accesso ai parchi, l’aumento dei contagi ha rallentato. Ma non tanto da evitare di rischiare seriamente la zona rossa». —
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