Il presidio
Oltre 17mila interventi tra tamponi e visite domiciliari
PONTEDERA. Dai giorni del picco della seconda ondata a metà novembre, fino ai primi di marzo del 2021, le nove squadre di Unità speciale continuità assistenziale (Usca) operative in Valdera e nell’Alta Valdicecina hanno compiuto 17mila interventi tra prese in carico, visite domiciliari, test e tamponi, in un territorio vasto e differenziato composto dai diciotto comuni di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Castelnuovo di Valdicecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Lajatico, Montecatini Valdicecina, Palaia, Peccioli, Pomarance, Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte, Terricciola, Volterra.
«Una mole di lavoro portata avanti da due équipe territoriali in Alta Valdicecina – dicono dall’Asl Toscana Nord Ovest – quattro équipe territoriali in Valdera, cui se ne aggiungono due dedicate alle strutture di cure intermedie e una dedicata alle Rsa della Valdera».
Le équipe delle Usca sono composte da tre medici e altrettanti infermieri e si occupano di diagnosticare e assistere a domicilio casi di Covid probabili o accertati e rafforzare così gli strumenti della medicina sul territorio, facendo concentrare gli ospedali solo sui casi più gravi.
Dal 20 novembre, quando in Italia c’erano 777mila positivi (il picco sarebbe stato raggiunto il 22 novembre con 805mila positivi), al 4 marzo 2021 le Usca della Valdera e dell’Alta Valdicecina hanno gestito 3.030 prese in carico di casi, 2.540 contatti e consulenze telefoniche, hanno effettuato 1.953 visite a domicilio, 3.962 visite in Rsa, 163 visite negli alberghi sanitari, 3.270 visite nelle strutture di cure intermedie (quelle dove restano ricoverate le persone che non hanno più bisogno di essere curate in ospedale e che seguono terapie che non possono però essere somministrate a casa), hanno fatto 1.687 tra tamponi molecolari, test antigenici e test seriologici, 68 emogasanalisi, 258 ecografie polmonari e predisposto 64 ricoveri in ospedale.
«Grazie agli ecografi portatili e agli emogasanalizzatori in dotazione ai medici e agli infermieri – aggiungono dall’Azienda sanitaria – le Usca possono infatti effettuare, direttamente al letto del paziente, esami e analisi che in genere sarebbero fatti in ospedale. Tuttavia, in epoca di Covid, è determinante cercare di preservare i posti letto disponibili nei nosocomi ai soli casi gravi. Così, se una ecografia ai polmoni e un’analisi dello scambio tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue possono far capire con precisione se il paziente ha la necessità di un ricovero oppure no, questa azione di filtro gioca un ruolo determinante per consentire al sistema sanitario di reggere l’urto della pandemia».
Per i pazienti con situazioni delicate, in via sperimentale le Usca Valdera-Alta Valdicecina hanno a disposizione 19 kit per tele-monitorare a distanza e in tempo reale i parametri vitali dei pazienti in isolamento domiciliare: pressione arteriosa, grado di ossigenazione del sangue, frequenza cardiaca, temperatura corporea. Oggi, con i dati del contagio in crescita e l’arrivo dei vaccini, le Usca hanno cambiato ruolo: dal 1° febbraio collaborano anche alla vaccinazione anti-Covid. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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