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Ospedale, l’Asl lancia il percorso partecipativo per la riorganizzazione

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VOLTERRA. Un gruppo di esperti, composto da professionisti dell’Asl e di Auxilium Vitae, si occuperà di definire le linee operative per attuare il protocollo d’intesa sulla sanità volterrana, sottoscritto a gennaio dal presidente della Regione, Eugenio Giani, e dal sindaco di Volterra, Marco Santi.

Il team avrà il compito di tradurre i principi generali dell’intesa in assetti organizzativi e in procedure sanitarie. «Un metodo progettuale di lavoro che ha trovato concorde anche il sindaco con il quale mi sono confrontata più volte – dice Maria Letizia Casani, direttrice generale dell’Asl – Con l’istituzione del gruppo di lavoro, il “progetto Volterra “muove i primi passi nella giusta direzione. Sono convinta che la messa in rete dell’ospedale e di Auxilium Vitae, una risorsa importante sulla quale è giusto puntare, sia fondamentale per valorizzare tutto il territorio e per garantire una sanità di qualità a tutta la popolazione».

Secondo Casani, «è decisivo che ogni singolo passaggio decisionale sia inserito in un percorso partecipativo trasparente che vedrà coinvolta l’intera cittadinanza perché il nostro obiettivo è incentrato a riqualificare l’ospedale». Dal punto di vista dell’assistenza, poi, la direttrice dell’Asl spiega che «anche l’ospedale di Volterra, al pari degli altri presidi, sarà organizzato per intensità di cura, sfruttando il recente ammodernamento tecnologico e strutturale realizzato in area medica, sarà possibile creare un’area critica complessiva composta dai posti letto della recovery room e da quelli di sub intensiva, al cui interno troverà la giusta collocazione anche il paziente cardiologico. La presenza di quest’area garantisce la gestione di pazienti nella fase iniziale dei percorsi delle reti tempo dipendenti (infarti, ictus). Infatti, i letti di osservazione breve subintensiva rendono possibile la gestione in sicurezza dei pazienti sottoposti a trombolisi. Inoltre, grazie alle nuove collocazioni delle diverse aree, lo spostamento dell’area medica dal padiglione Biffi al padiglione Mingazzini ha permesso di realizzare un’area di degenza di cure intermedie di 20 posti letto». —

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