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Export, la pandemia spinge il cuoio a -30,9%
SANTA CROCE. Il buon andamento della Piaggio di Pontedera nel 2020, malgrado le difficoltà legate all’emergenza sanitaria per il coronavirus, non basta a risollevare la crisi delle esportazioni pisane. Se il comparto “cicli e motocicli” ha registrato un aumento di vendite all’estero pari all’1,3 per cento, altri settori che caratterizzano l’economia locale hanno subito veri e propri tonfi, in prosecuzione di situazioni critiche che proseguono da tempo. È il caso dei “mobili”, per esempio, la cui produzione si concentra su Ponsacco e Cascina, con una chiusura di anno da segno rosso: meno 16,5 per cento. Oppure delle “calzature”, che in provincia di Pisa sono legate alla zona di Ponticelli di Santa Maria a Monte, oltre in centri del Valdarno come Montopoli e Castelfranco. In questo caso, la perdita ammonta al 38,3 per cento in un contesto di estrema difficoltà iniziato alcuni anni fa. Cattive notizie anche dai segmenti “macchine di impiego generale” (-15,1 per cento), “prodotti chimici di base” (-14 per cento) e soprattutto il “cuoio conciato” che, dopo un paio d’anni in chiaroscuro, ha chiuso l’anno scorso con un calo delle esportazioni pari al 30,9 per cento.
I dati diffusi dalla Camera di commercio di Pisa non lasciano molti dubbi sull’inevitabile crisi generale che un territorio come la provincia pisana è costretta ad affrontare dopo un anno così difficile come quello legato alla pandemia da Covid-19. «Secondo i dati Istat sull’export 2020, la pandemia colpisce in modo violento la provincia di Pisa con una flessione del 14 per cento per lo più imputabile al “grande lockdown” che riporta la provincia, in termini di valore, ai livelli del 2012 – dicono dalla Camera di commercio – Nel 2020, il valore dei prodotti esportati scende infatti a quasi 2, 7 miliardi di euro a causa della caduta registrata dal pelli-cuoio-calzature, dai mobili ma anche dalla meccanica. Per contro, crescono le vendite all’estero di cicli-motocicli, di prodotti farmaceutici e di vetro. Considerando i paesi di destinazione delle merci pisane, tutti i principali partner commerciali arretrano con alcune eccezioni come Germania, Paesi Bassi, Belgio e Corea del Sud».
Secondo l’ente, «la caduta dell’export nel 2020 (-14 per cento) è assimilabile, come intensità, a quella registrata durante la “grande recessione” del 2009 (-17, 4 per cento): anno, anche quello, caratterizzato da una pesante flessione del sistema moda». —
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