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Studentesse contro i prof, un presidio con raccolta firme
Blitz con striscioni al Russoli e lettera aperta con oltre mille sottoscrizioni Convocato un consiglio d’istituto straordinario per far luce su quanto avvenuto
cascina. I ragazzi e le ragazze del liceo artistico Russoli, con sedi a Pisa e Cascina, tornano in piazza. A distanza di una settimana dall’8 marzo e da quello striscione di accusa contro alcuni professori e la dirigenza appeso e poi subito rimosso dai cancelli di via San Frediano, la vicenda sulle presunte molestie avvenute all’interno della scuola sembra ben lontana dal concludersi.
Dopo le polemiche per le pesanti accuse – “Non posso denunciare le molestie di un professore perché la sua carriera vale più della mia dignità” queste le parole dello striscione – studenti e studentesse si sono ritrovati ieri pomeriggio in piazza dei Cavalieri a Pisa per sostenere nuovamente chi, a detta loro, ha denunciato quegli episodi.
«I professori molestano e la scuola reprime chi denuncia», la chiara posizione di “Non Una di Meno”, promotrice dell’iniziativa. «Quello che abbiamo portato a galla – dicono le rappresentanti di “Non Una di Meno – non sono episodi sconosciuti. Sono episodi che parte del corpo docenti e della dirigenza hanno negli anni sminuito e giustificato, difendendo i professori in questione e l'immagine della scuola». «In altre occasioni ci siamo pronunciati in merito alle molestie che le studentesse hanno subìto all’interno della scuola – dichiara Emma, tra le studentesse in piazza – ma abbiamo trovato un muro. La gravità di questo comportamento non può passare inosservata. Chi è vittima di molestia non può esserlo due volte. Chi parla non può essere isolato o costretto al silenzio». A sostegno della manifestazione la lettera aperta “Non c’è bisogno di troppe spiegazioni, Sorella io ti credo!” con la raccolta in due giorni di quasi 1.000 firme da tante città italiane, Roma, Milano, Napoli, Firenze e Torino. «In questi giorni sono stati tanti i messaggi di ragazze e ragazzi che vogliono rimanere anonimi, che raccontano episodi simili. Non è una questione legata al solo liceo Russoli – racconta Martina – è una piaga molto più ampia e profonda».
La dirigenza della scuola, che inizialmente ha accolto la notizia con non poco stupore poiché all’oscuro di fatti accaduti o comportamenti inopportuni (come risposta era stato pubblicato un comunicato ufficiale sul sito web dell’istituto), dopo tanto clamore ieri si è messa in moto. Già dalla mattina è stato un susseguirsi di riunioni e incontri con gli studenti e, al pomeriggio, in contemporanea con la manifestazione di piazza, c’è stato un consiglio d’istituto straordinario aperto anche ai ragazzi per approfondire la vicenda e fare piena luce sull’accaduto. —
Giulia Serni
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