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Addio Puccioni, storico rappresentante di pelli
Non si è più ripreso dopo un intervento d’urgenza per un’emorragia cerebrale. I figli: «Se ne va una persona onesta»
Un’emorragia cerebrale aveva interrotto una vita da pensionato attivo, sempre prodigo di consigli ai figli e attento al lavoro che per lui è stato una ragione di vita. Un intervento urgente nella notte lo aveva salvato. Era il 2 febbraio. L’operaizone per Giancarlo Puccioni, 76 anni, di San Miniato, aveva solo sospeso le lancette di un orologio che domenica mattina si è fermato per sempre. Ricoverato nelle terapie intensive prima di Careggi e poi di Empoli, lo storico rappresentante di pelli si è arreso. La sua posizione sanitaria viene inserita nel bollettino regionale sulle vittime per Covid, è uno dei figli, Filippo, a precisare che il decesso è avvenuto da negativizzato.
«Solo a un tampone è risultato positivo – spiega Filippo Puccioni –. Tutti quelli fatti nelle successive 48 ore hanno dato esito negativo. Abbiamo il certificato rilasciato dall’ospedale di Empoli come paziente no Covid».
La storia professionale di Puccioni era arrivata al traguardo dei 50 anni. Da cinque anni era in pensione, ma la passione per un settore che aveva rappresentato tanta parte di sé non era mai venuta meno. Il suo nome resta legato alla lunga attività come rappresentante di pellame grezzo con la Kosmopel International, società commerciale di Santa Croce sull’Arno.
Dario Costanzo, attuale socio della Kosmopel racconta al sito www.laconceria.it: «Ho lavorato 43 anni al fianco di Giancarlo, anni di lavoro intenso, in cui abbiamo viaggiato tanto in un percorso sempre in crescita. Merito della sua visione del lavoro e della forza che ha sempre messo in quello che ha fatto. Tra pregi e difetti, siamo riusciti a creare un’alchimia che ci ha portato avanti nel tempo. Giancarlo era una persona di cuore, sempre propositivo e disponibile».
Giancarlo lascia la moglie Bianca Laura Giannini e figli Filippo e Roberto che dal papà hanno ereditato passione e mestiere.
«Ha sempre fatto il rappresentante – spiega Filippo –. Solo una ventina di anni fa mise dei capitali per far nascere la Planet Pellami Italia ora guidata da me, mio fratello con altri soci. Ci aveva dato una mano, forte della sua esperienza. Papà era una persona molto conosciuta, un benefattore. Uno che amava il suo lavoro. E soprattutto era una persona onesta». —
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