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il progetto 

Apre una nuova cava per l’estrazione dell’argilla a Titignano

Sabrina Chiellini
Apre una nuova cava per l’estrazione dell’argilla a Titignano

L’ha autorizzata il Comune, se ne parla ormai da anni Previsto anche il recupero ambientale a fine attività

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Sabrina Chiellini

Cascina. Il Comune ha dato il via libera all’attività estrattiva di una nuova cava di argilla in un terreno in località Borgarello, nella campagna tra Titignano e Ospedaletto, vicino ai laghetti Malvaldo. Si parla di questo progetto dal 2015, da quando la società Donati Laterizi di San Giuliano Terme, ha presentato le prime richieste in Comune a Cascina, presentando l’istanza per l’attivazione della procedura di verifica dell’eventuale valutazione di impatto ambientale per l’apertura della nuova cava. Argomento questo passato anche dal consiglio comunale con polemiche rispetto all’utilizzo finale dell’area destinata diventare una cava. L’attività verrà avviata nei terreni di cui l’azienda Donati è proprietaria nella zona di Titignano e che sono stati inseriti con questa “vocazione”, come aree per attività estrattive, nel regolamento urbanistico, in particolare nella variante di monitoraggio conclusa dall’ex amministrazione comunale di centrosinistra, guidata da Alessio Antonelli, prima dell’arrivo in Comune del centrodestra. Donati, non ha abbandonato il progetto portato avanti anche dall’amministrazione di centrodestra. È del 2018 l’istanza per ottenere l’autorizzazione per estrarre l’argilla a cui è seguito l’iter previsto a partire dall’attivazione della conferenza dei servizi per arrivare ad acquisire tutti i pareri necessari, da quello dell’Arpat, all’Asl Toscana Nord Ovest, la soprintendenza alle belle arti, l’autorità di bacino del fiume Arno, il consorzio 4 Basso Valdarno, la Regione e il Genio Civile e tutti i parere necessari da parte del comune di Cascina. Con il passare del tempo in questa parte della campagna cascinese si verrà dunque a creare un laghetto che nelle previsioni, dopo lo sfruttamento dell’argilla, è destinato a diventare area naturalistica, alimentato tramite le acque di falda. Nella fascia vicina al laghetto dovranno essere impiantate piante palustri, queste le prescrizioni, per non alterare troppo l’ambiente. Il progetto di coltivazione si estende su una superficie di circa 10mila metri quadrati con un’area per lo stoccaggio di altri 3.500 metri quadrati, con un volume totale di scavo pari a 47mila metri cubi di terreni argillosi e limosi ma anche di sabbie. Con una determina del 9 marzo la responsabile della macrostruttura governo del territorio e ambiente del Comune di Cascina ha autorizzato l’apertura della nuova cava per l’estrazione di materiali da destinare al mercato edilizio e industriale. Nell’atto si prevedono gli obblighi per il ripristino ambientale dell’area. –

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