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Niente rigenerazione urbana per il mega condominio rosa
Doccia fredda per l’amministrazione comunale, il progetto presentato in Regione non è stato ritenuto meritevole di essere inviato a Roma per il finanziamento
PONSACCO. I problemi del mega palazzo di via Rospicciano restano intatti. Nessuna speranza arriva dai soldi pubblici da investire in progetti di rigenerazione urbana. Appena la delibera regionale è diventata pubblica, atto che sancisce l’esclusione di Ponsacco da i progetti che verranno inviati a Roma per le procedure di selezione del finanziamento ministeriale, le opposizioni si sono fatte sentire.
«Ancora una volta l’amministrazione, guidata da Francesca Brogi, riconferma la propria irrimediabile e impenitente inclinazione a prediligere la mera propaganda alla concreta realizzazione delle promesse», afferma Pericle Tecce, coordinatore della Lega a Ponsacco. Il gruppo che siede sui banchi dell’opposizione da giorni aveva avuto l’anticipazione.
«La questione del bando Pinqua, è stata seguita attentamente dai cinque consiglieri della Lega Ponsacco, ma anche dal consigliere Regionale Elena Meini. «La sindaca con i soliti puerili toni trionfali annunciava sui social e che Ponsacco stava partecipando a questo bando insieme al Comune di Pontedera con lo scopo di ottenere i finanziamenti necessari all’acquisto e alla riqualificazione del “Palazzo Rosa”». Ecco l’espressione anche un po’ canzonatoria che chiosa il comunicato: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, Tecce rispolvera il detto popolare.
«A prescindere dall’intenzione e dal progetto quello che da subito abbiamo evidenziato è che per correttezza sarebbe opportuno annunciare ai cittadini ciò che è stato ottenuto e non ciò che forse avremmo intenzione di ottenere». Sapete come è andata a finire con il bando Pinqua? «Che i finanziamenti li hanno ottenuti altri Comuni compreso quello di Cascina (ben 14 milioni e 928.392 euro, come si evince dalla delibera regionale n° 165), con il nostro Comune rimasto a bocca asciutta e sapete perché? Perché questi altri comuni hanno presentato in Regione progetti e proposte, non tese a rimediare ad errori compiuti da chi non ha saputo amministrare come ha fatto Ponsacco, ma finalizzati a riqualificare interi territori a recuperare le identità degli stessi e ha dare nuova linfa vitale alle comunità che li abitano».
La giunta regionale ha quindi stoppato la proposta di Ponsacco e Pontedera: il bando ministeriale era rivolto a comuni con oltre sessantamila abitanti e i Comuni potevano aggregarsi per raggiungere l’obiettivo.
La proposta arrivata dalla Valdera non sarà quindi presentata al Ministero per le infrastrutture e i trasporti dove invece verranno caldeggiati altri tre progetti in ambito regionale, quello di Cascina (con altri comuni dell’area pisana), quello dei centri della Valle del Sergio e un altro che vede uniti Calenzano e Sesto Fiorentino. —
S.C.
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