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Passerella ko, prima la perizia poi la ripresa del cantiere
SANTA MARIa A MONTE. Prima la perizia poi la ripresa dei lavori. Le intenzioni della sindaca di Santa Maria a Monte Ilaria Parrella rispetto alla passerella di Ponticelli caduta fragorosamente alcune settimane fa sembrano proprio correre spedite verso la riapertura del cantiere. Ma, ovviamente, dando priorità all’individuazione delle responsabilità rispetto a quanto accaduto.
Parrella riepiloga i fatti dopo il confronto col segretario comunale. Dall’incarico a un legale per l’accertamento tecnico preventivo (Atp) d’urgenza a quello per il consulente tecnico di parte in rappresentanza del Comune, passando per la richiesta al Tribunale di Pisa di nominare velocemente un consulente tecnico d’ufficio (Ctu) «con il compito di determinare le cause, le responsabilità e indicando l’urgenza della rimozione della passerella dall’alveo del collettore per evitare che parti della struttura a seguito del crollo potessero ostruire il corso d’acqua o che si possono staccare porzioni della struttura rovinata e creare pericoli per la pubblica incolumità», sottolinea la sindaca. Una richiesta esaudita dal Tribunale, favorendo i primi sopralluoghi.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte si era attivato per prepararsi alla rimozione della passerella, ricevendo anche la richiesta in tal senso dal Genio civile. «Il Comune per poter avviare la rimozione della passerella ha dovuto, vista la nomina del Ctu, attendere le determinazioni dello stesso sulle modalità indicate per le operazioni di rimozione – spiega Ilaria Parrella – per non creare pregiudizio per tutte le attività necessarie alla verifica delle cause e all’attribuzione delle responsabilità. Il segretario comunale mi ha riferito che le operazioni per la rimozione devono essere eseguite con formalità precise su cui il Ctu e i tecnici interessati stanno lavorando proprio per consentire il sollevamento in sicurezza e con tempestività».
L’obiettivo, fatalmente, è anche «garantire l’ente dal punto di vista giuridico, economico, e quant’altro si renda necessario per difendere l’interesse della collettività». La sindaca dice di «non essere informata sulle risultanze dell’indagine del Ctu su cui vige uno stretto riserbo». —
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