Italia
Salvato dalla dissezione aortica poco prima dello stop all’Utic
L’uomo è arrivato al pronto soccorso di Volterra dove ha trovato un cardiologo Subito stabilizzato e poi trasportato in elicottero e operato a Pisa
VOLTERRA. A distanza di pochi giorni dalla chiusura dell’Utic, con i quattro letti di cardiologia e con il cardiologo che resta in servizio solo dodici ore e non 24 ore su 24, all’ospedale di Volterra è stato soccorso e salvato un 55enne di Pomarance. L’uomo, nel pomeriggio del 6 marzo, è arrivato al pronto soccorso in gravi condizioni e gli è stata diagnosticata la dissezione arco aortico. Una tra le patologie vascolari con più elevata mortalità e la diagnosi precoce può fare la differenza per salvare chi ne è colpito.
Il paziente è stato ben inquadrato dal medico che in quel momento era in servizio al pronto soccorso e dalla cardiologa che, vista l’urgenza, si è dovuta trattenere oltre la fine del proprio turno pomeridiano. Il lavoro in team si è rivelato fondamentale. Dopo la prima valutazione, la tac col contrasto ha confermato i sospetti clinici. Non c’era tempo da perdere: il paziente è stato stabilizzato e centralizzato a Pisa, dove è stato trasportato con l'elisoccorso. Qui i medici erano stati già allertati e lo hanno operato. L’intervento è riuscito, l’uomo sta meglio. Cosa sarebbe successo al 55enne se, una volta arrivato al pronto soccorso di Volterra, non ci fosse stata la possibilità di una visita cardiologica? È una domanda inevitabile dopo la riconfigurazione dell’ospedale di Volterra.
Il rischio è che la logica dei tagli e del risparmi prevalga sulla necessità di mantenere i servizi di un presidio ospedaliero che è di riferimento per un vasto territorio. Un pronto soccorso funziona bene – spiegano gli addetti ai lavori – quando può contare sul supporto di specialistiche come la cardiologia che sono indispensabili per alcune urgenze. Togliendo medici e posti letto delle specialistiche il rischio è di trasformare il pronto soccorso in un punto di emergenza o transito che a lungo andare perde anche la sua autonomia. Il timore dunque è che si perda anche la capacità di dare un’adeguata assistenza una volta che sono stati tagliati i servizi e le unità operative, come sta succedendo in questi giorni con la cardiologia. Tra l’altro, in questi primi giorni di marzo, dopo che l’Asl ha “ridisegnato” i posti letto, al pronto soccorso di Volterra ci sono stati altri casi particolarmente gravi. È stata soccorsa una donna (trasportata dai familiari) che aveva avuto un infarto e che, una volta arrivata all’ospedale, è andata in arresto cardiaco. È stata rianimata con successo e inviata a Pisa. Anche l’altro giorno è stato trattato un paziente con un infarto, poi inviato a Pisa per un’angioplastica urgente. A volte i trasferimenti secondari con elicottero richiedono tempi più lunghi. Per tutti questi motivi molti cittadini continuano a chiedere che il pronto soccorso possa avere il supporto delle specialistiche di cardiologia, oltre che della terapia intensiva, chirurgia, ortopedia, medicina, ginecologia e pediatria, indispensabili per la sua autonomia. —
S.C.
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