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l’emergenza coronavirus 

Focolaio in carcere, via a 200 test rapidi

Focolaio in carcere, via a 200 test rapidi

Controlli sui contatti stretti di 92 persone che frequentano la struttura del Maschio. I detenuti contagiati sono 51

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VOLTERRA. Sono 51 (su un totale di 150) i detenuti del carcere di Volterra risultati positivi al coronavirus. È il risultato principale ottenuto dai controlli a tappeto anche su agenti della polizia penitenziaria, avvocati, insegnanti, dipendenti amministrativi e addetti alla Compagnia della Fortezza. In tutto oltre 270 persone che, dopo un primo giro di tamponi, saranno sottoposti a ulteriori test molecolari per sgombrare il campo da ogni dubbio in un contesto delicato come quello della casa circondariale. Comune di Volterra e Asl Toscana Nord Ovest hanno deciso che saranno sottoposti a tampone rapido anche i contatti stretti di 92 persone che frequentano il carcere per lavoro e che sono già state oggetto di controlli anti-Covid. In tutto si tratta di circa 200 tra familiari, amici e ulteriori contatti lavorativi.

Intanto, però, stanno finendo i primi controlli su avvocati, amministrativi, “secondini” e vari dipendenti del carcere. Il risultato è che, eccetto i 51 detenuti, nessun altro è risultato essere positivo al coronavuris. Un elemento d’incoraggiamento per una vicenda che, invece, ha destato grande preoccupazione a Volterra. Tanto che il Comune è stato costretto a chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado per l’impossibilità di ricostruire la catena dei contatti stretti tra gli insegnanti che lavorano sia al Maschio che negli istituti superiori di Volterra e i dipendenti della casa circondariale i cui figli frequentano le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie.

«Nelle prossime ore scatterà un ulteriore screening a tappeto a tutti i familiari delle persone che accedono al carcere», ha sottolineato il sindaco di Volterra Giacomo Santi.

Lo screening sarà effettuato impiegando i test antigenici rapidi e in caso di sospetta positività su ciascun individuo sarà ripetuto il tampone molecolare per confermare o escludere la sospetta positività.

Il lavoro, quindi, non è ancora finito. Ma il focolaio che si era sviluppato all’interno del Maschio sembra quantomeno avviato verso un controllo dei positivi, nonostante le difficoltà logistiche dovute alla ristrettezza degli spazi all’interno del carcere. Non è stato possibile, infatti, separare i detenuti contagiati da quelli negativi.

Un’organizzazione studiata nei minimi dettagli anche per limitare i danni riguardanti gli agenti penitenziari, il cui servizio non può essere interrotto, e che sono stati posti in isolamento. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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