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La voragine dimenticata riparata dal Comune a 30 giorni dalle proteste
Partiti i lavori in via Sacco e Vanzetti a Pontedera dopo tante polemiche sulle troppe buche presenti in città
PONTEDERA. Tutto è bene ciò che finisce bene. O quasi. Perché se per arrivare “alla fine” serve un mese, allora vuol dire che tutto bene non va. Sono, infatti, finalmente iniziate le operazioni di sistemazione della voragine in via Sacco e Vanzetti a Pontedera, nelle vicinanze del centro di assistenza fiscale della Uil, nel quartiere della stazione ferroviaria. Ci sono voluti un po’ di articoli del Tirreno e diverse lamentele dei residenti. Perché il buco gigante si è aperto sull’asfalto circa un mese fa.
Tra l’altro, in una zona di passaggio, con alcune attività commerciali nelle vicinanze, oltre al centro commerciale Coop di via Brigate Partigiane.
Un pericolo vero, di cui, però, l’amministrazione comunale si è accorta soltanto dopo quasi 30 giorni. Meglio tardi che mai, per restare nell’ambito dei detti popolari. Ma qualcuno poteva farsi male. E allora le cose avrebbero assunto un altro tono. E, soprattutto, un’altra gravità.
Perché il metodo del “lo faremo, ci stiamo lavorando, ce ne occuperemo”, tanto caro alle istituzioni pubbliche, a Pontedera e non solo, a volte rischia di dare vita a situazioni spiacevoli.
Basti pensare a quello che è accaduto il 27 febbraio al sottopassaggio di via della Stazione Vecchia. Le solite buche nell’asfalto, mai riparate, hanno fatto cadere dalla bici Viviano Citi, un 77enne residente alla Bellaria, che ha riportato ferite, fortunatamente non gravi. Due giorni dopo l’incidente il Comune ha messo delle toppe di “asfalto rapido” per coprire gli “avvallamenti trappola”. Non una bella figura per l’amministrazione. Che fa il paio con il ritardo nella riparazione della voragine in via Sacco e Vanzetti.
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