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Stalla e puzzi, residenti incalzano il sindaco

A.Q.
Stalla e puzzi, residenti incalzano il sindaco

Dopo l’assemblea di ieri gli abitanti di Treggiaia e I Fabbri chiedono un intervento: «Oppure passiamo alle vie legali»

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PONTEDERA. Una decisione immediata con un intervento in tempi rapidi. Altrimenti si passa alle vie legali. È quanto chiedono gli abitanti di Treggiaia e I Fabbri al sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, rispetto al problema delle maleodoranze derivanti dall’attività dell’allevamento che si trova vicino alle abitazioni dei due paesi. Oggi Franconi si riunirà con i tecnici degli uffici comunali per valutare la situazione, mentre ieri pomeriggio in piazza Balducci si è svolta un’assemblea tra cittadini a cui hanno partecipato anche alcuni membri della consulta. L’esito dell’incontro pubblico a I Fabbri è stato proprio quello di chiedere all’amministrazione comunale una decisione su un’eventuale sospensione dell’attività della stalla di proprietà della famiglia Pesce, ritenendola priva di alcune documentazioni importanti, come attestato dai controlli di Asl e Arpat.

«Il sindaco è la massima autorità sanitaria del Comune – dicono i residenti – Ha il potere d’intervenire in casi simili. Ecco perché chiediamo che sia presa una decisione immediata al termine dell’incontro che Franconi avrà con i tecnici degli uffici comunali. Dall’assemblea è emersa l’intenzione da parte della consulta di scrivere una lettera al sindaco sottoponendogli la situazione e chiedendo un intervento in tempi brevi».

Se non ci saranno prese di posizione da parte del sindaco Franconi, l’intenzione degli abitanti di Treggiaia e I Fabbri sembra quella di passare alle vie legali: «Vogliamo inviare una diffida e, successivamente, un esposto alla Procura della Repubblica. Non ci fermeremo fino a quando non sarà fatta chiarezza sulle autorizzazioni rilasciate dal Comune all’allevamento e fino a quando non saranno prese misure adeguate per contenere al massimo i disagi per la popolazione che da un anno è costretta a sopportare maleodoranze ed emissioni in atmosfera che non avrebbero ragione di esistere, viste le lacune evidenziate dagli organi di controllo in fatto di documentazioni presentate per avviare e portare avanti l’attività della stalla».

Oggi, quindi, è attesa una risposta da parte dell’amministrazione comunale in una vicenda che si trascina da tanto tempo, avendo raggiunto il culmine la scorsa estate, quando i cattivi odori hanno raggiunto picchi davvero insopportabili in un contesto urbano e sociale fatto di aree a verde frequentato da numerosi bambini e famiglie che hanno investito in quella zona acquistando le loro abitazioni. Salvo poi ritrovarsi con un allevamento da centinaia di capi vicino a casa. —

A.Q.

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