Meteo
La “nuova” diga del Muraglione per arricchire l’offerta turistica
In dirittura d’arrivo la ristrutturazione della costruzione nel parco di Caporciano La realizzazione risale al 1856 al servizio dell’attività estrattiva della miniera
MONTECATINI. Sono arrivati a una fase decisiva i lavori di ristrutturazione alla storica diga del Muraglione. Il cantiere, avviato nel 2019 dopo oltre un decennio di stallo nella progettazione, dovrebbe concludersi nel giro di poche settimane e porrà in essere un nuovo tassello per l’arricchimento dell’offerta del Parco museale di Caporciano, che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale di Montecatini Valdicecina costituirà un’attrattiva per gli amanti dell’escursionismo.
Costruita nel 1856 per servire l’attività estrattiva del rame della miniera della società Montecatini, fondata nel 1827 e nominata poi Montedison dopo la fusione con Edison nel 1966, la diga era stata poi abbandonata per molti anni, fino alla prima messa in sicurezza a seguito delle inondazioni dei primi anni Novanta. Nel 2003, grazie alla segnalazione del Servizio dighe di Firenze, l’opera imponente venne inserita tra le otto dighe nazionali di interesse storico. I soliti intralci e l’atavica lentezza dell’apparato burocratico fecero poi trascorrere circa quindici anni nel nulla, fino a che, grazie al programma Salva Italia venne concesso il finanziamento per una somma di un milione e 250mila euro. Rallentamenti che nel dicembre del 2019 avevano raggiunto il culmine con la decisione unilaterale da parte del Comune di rescindere il contratto con la prima ditta aggiudicataria dei lavori. Decisione presa dal segretario comunale e responsabile dell’area tecnica a causa del non rispetto del cronoprogramma.
«Problema poi risolto, lo dimostra il fatto che i lavori sono giunti ormai ad un punto di svolta, com’è visibile proprio in questi giorni – dice il sindaco Sandro Cerri – Speriamo al più presto di inserire anche questo nuovo elemento nel contesto delle visite guidate, quando la situazione sanitaria ce lo permetterà. Una scommessa che facciamo sull’ex area mineraria e ci ha visti impegnati per molti anni, che siamo convinti darà i suoi frutti dal punto di vista turistico». La diga, infatti, si presenta già come probabilmente si mostrava oltre un secolo e mezzo fa, al momento dalla sua inaugurazione. La speranza, poi, è quella di renderne finalmente percorribile anche il coronamento.
«Con la diga sistemata – dice l’assessore alla cultura del comune di Montecatini, Fabrizio Rosticci – il comune potrà avvalersi di un nuovo percorso ad anello con attraversamento della struttura, con punti di sosta immersi in un habitat naturale certamente suggestivo a 515 metri sul livello del mare, e con la possibilità di congiungersi facilmente ad altri tracciati che in breve conducono ad altitudini anche maggiori, come i 600 metri della vetta del Poggio alla Croce». —
Nilo Di Modica
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
