Il presidio
«Sfrattate l’antenna al più presto» il Comitato di San Giorgio protesta
Ma il sindaco spiega che l’amministrazione comunale intende fare nuove verifiche con l’Arpat
CASCINA. Il contratto di locazione dell’antenna per la telefonia al cimitero di San Giorgio è scaduto da due anni. Il piano della telefonia approvato dall’amministrazione uscente ne prevede lo spostamento in un’altra area, accogliendo così le richieste del comitato formato dai cittadini. Per questo motivo il Comune ha dato lo sfratto al gestore. Ora però l’amministrazione comunale vuol capire meglio la situazione.
la protesta
La novità arriva dai cittadini, pronti a dare ulteriore battaglia contro l’antenna, così come avevano fatto al momento dell’installazione e durante un paio di campagne elettorali. Da oltre dieci anni, dopo aver visto passare tre amministrazioni comunali, il comitato civico è di nuovo impegnato per risolvere il problema della localizzazione di questo impianto, «sorto per un solo gestore e successivamente proliferato negli anni». Quando i cittadini erano convinti di essere arrivati alla fine del percorso c’è stato il colpo di scena che potrebbe inficiare il risultato positivo di tutto il lavoro svolto.
La novità
«Questa amministrazione non vede le ragioni per la delocalizzazione dell’impianto», spiegano i cittadini. Durante l’incontro di martedì 2 marzo, alla presenza dell’assessore Irene Masoni, del capo di gabinetto Marco Braccini e del sindaco Michelangelo Betti, «ci hanno dichiarato di voler procedere con una ulteriore richiesta di misure sui livelli di campo elettromagnetico nella zona adiacente al ripetitore per verificare le ragioni dell’azione intrapresa dalla precedente amministrazione».
«noi non ci stiamo»
Lo scontro si fa politico. «Sappiamo tutti che i limiti di legge vengono rispettati, altrimenti sarebbe intervenuta l’Arpat, ma agli amministratori sfugge, o non sanno, che le competenze del Comune sono quelle di perseguire la minimizzazione dei rischi pur garantendo un servizio di pubblica utilità di qualità, non il rispetto dei limiti che sono oggetto di controllo della stessa Arpat», osservano i cittadini. Senza contare che da due anni il gestore occupa un terreno e paga l’affitto senza un contratto. E che per portare avanti la causa di sfratto saranno state sostenute alcune spese. «Il Comune ha affidato, con soldi dei cittadini, a una società esterna l’incarico di redigere un piano delle antenne. È stato più volte dichiarato che i livelli generati dal ripetitore di San Giorgio sono i più alti della città e che le localizzazioni alternative esistono, a breve distanza, e risultano più cautelative». La polemica è evidente. «Forse i nuovi amministratori ignorano che con il prossimo arrivo del 5G quella struttura sarà oggetto di ulteriori ampliamenti. Forse in Comune ignorano ancora che al gestore che ha installato l’impianto è stato notificato nel 2018, secondo i termini previsti dalla legge, la disdetta del contratto di locazione dell’area pubblica e quindi permangono sul sito senza titoli abilitanti. A tal proposito si sottolinea che è in corso una causa giudiziaria per sfratto avviata dalla precedente amministrazione, sempre a spese pubbliche, e prossima alla conclusione». Per i cittadini il nuovo tentennamento punta ad un «allungamento dei tempi e forse compromette l’azione avviata da noi residenti per anni di far spostare gli impianti a San Giorgio».
la richiesta
Da qui la richiesta al Comune di dire quali misure intenda intraprendere «per andare incontro alle esigenze dei cittadini del quartiere e per far rispettare il programma comunale degli impianti approvato in consiglio comunale, come intendono risolvere la questione e come pensano di affrontare l’avvento del 5G».
Il sindaco
Questa narrazione non piace al sindaco. «Le osservazioni sull’antenna per la telefonia mobile del Comitato non risultano centrate rispetto all’azione dell’amministrazione comunale. Il Comitato considera un “temporaggiamento” l’attesa dell’esito di un’udienza che ci sarà alla fine di questo mese. Il Comune si trova nella situazione di attendere la conclusione dell’iter giudiziario, dato che il gestore di telefonia si è opposto alla convalida del provvedimento di sfratto inviata dal Comune», spiega. Nel frattempo il Comune ha avviato «una interlocuzione con Arpat per una nuova verifica delle emissioni della antenna. Sino alle ultime rilevazioni i valori sono sempre risultati al di sotto dei limiti fissati dalla normativa, ma, essendo passati alcuni anni dalle ultime misurazioni, abbiamo ritenuto di valutare in maniera più aggiornata la collocazione dell’impianto». La critica politica è respinta al mittente: «Non siamo noi che temporeggiamo». La precedente amministrazione, «dopo aver disdetto il contratto di locazione a metà 2018, ha proceduto con l’intimazione di sfratto solamente a metà settembre 2020. Siamo consapevoli che esiste un piano della telefonia approvato nel 2018, sulla base del quale sono in via di installazione alcuni nuovi impianti su cui saremo altrettanto attenti». –
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