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Raid nella casa di una 89enne squarciata la cassaforte
Parla il figlio della pensionata derubata: «Quei vigliacchi si sono impossessati anche della medaglia d’oro al valore di mio nonno conquistata nella Prima guerra»
Tommaso Silvi
capannoli. «Non è possibile vivere così. Uscire di casa con la paura che da un momento all’altro qualcuno possa intrufolarsi e portare via i ricordi di una vita. Servono più controlli, non possono vincere sempre i ladri».
Delusione, amarezza e disperazione. L’oro e i soldi sono due buoni motivi per arrabbiarsi. Ma quando a sparire è un simbolo di famiglia, i sentimenti che si incrociano sono parecchi. Ed è difficile mantenere la calma. «Hanno portato via la medaglia d’oro al valore di mio nonno Oreste, conquistata durante la Prima guerra mondiale. Di tutto il resto non m’importa, ma quella medaglia era un vanto per l’intera famiglia. Ora non c’è più, chissà che fine ha fatto e chi la sta stringendo tra le mani. Questo pensiero mi manda in bestia».
Capannoli. Via Mezzopiano. Lo sfogo è quello di Fabio Giorgi. Attorno alle 19 di giovedì i ladri sono entrati in casa di sua madre, Lina Bianchi, 89 anni, tagliando in due la cassaforte con un flessibile. «Hanno portato via circa 500 euro in contanti – continua Giorgi – e alcuni oggetti d’oro. Ma la medaglia di mio nonno non dovevano toccarla, chiunque sia stato ha fatto un gesto vigliacco e squallido».
Ad accorgersi della visita dei ladri è stato Giacomo, fratello di Fabio, che nel tardo pomeriggio di giovedì ha accompagnato in casa la madre Lina, di ritorno dal centro diurno in cui passa le giornate. Per entrare nell’abitazione i ladri hanno utilizzato una porta sul retro, che hanno sfondato a calci. Nel tentativo di forzarla hanno anche rotto la maniglia. «L’hanno sfasciata – racconta ancora Fabio Giorgi – e poi hanno visitato tutte le stanze alla ricerca della cassaforte».
Quando l’hanno trovata, i malviventi si sono messi al lavoro per tagliarla. Un lavoro che, se le mani sono esperte, può essere compiuto in una manciata di minuti. «Probabilmente sapevano che in casa non c’era nessuno – va avanti il figlio della signora Lina – e quindi hanno potuto agire con la massima tranquillità. Il buio sicuramente li ha favoriti, la porta sul retro da cui sono entrati rimane abbastanza nascosta rispetto alla strada principale».
Alla vista della brutta sorpresa Giacomo Giorgi ha chiamato le forze dell’ordine, che sono arrivate e hanno raccolto i primi elementi utili alle indagini per risalire agli autori del furto. Rimane, però, un problema di sicurezza, come sottolinea Fabio. «Anche nel nostro paese, che è una piccola realtà, ci sono in giro troppi personaggi poco raccomandabili. Uomini che passano le giornate nei bar, senza fare niente. Persone che di lavoro delinquono, che non hanno una vera occupazione. Osservano i movimenti dei cittadini e poi portano via i ricordi di una vita, distruggendo le famiglie sotto tutti i punti di vista. Sono infuriato – si sfoga ulteriormente l’uomo – perché ho paura che chi ha rubato in casa di mia madre la passi liscia, che non venga mai trovato. Per fortuna lei non è rimasta molto spaventata, ha digerito l’accaduto senza dargli troppo peso».
Quello che si è consumato giovedì a Capannoli è l’ennesimo furto in Valdera, negli ultimi giorni. I ladri agiscono soprattutto nel tardo pomeriggio, scegliendo quasi sempre abitazioni momentaneamente vuote. Pochi minuti e scappano via con tutto ciò che trovano. E in molti casi – come accaduto nella casa di Lina Bianchi – riescono anche a tagliare la cassaforte. Le forze dell’ordine, intanto, sono al lavoro per cercare di dare un volto e un nome agli esecutori del furto in via Mezzopiano. —
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