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Ospedale, la Cgil all’attacco sui tagli alla cardiologia

Richiesta d’incontro alla direzione generale dell’Asl «Il personale è disorientato, nessuno lo ha informato»

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VOLTERRA. Una lettera alla direzione generale dell’Asl Toscana Nord Ovest per chiedere chiarimenti sulla riorganizzazione dell’ospedale di Volterra. È quella inviata dalla Funzione pubblica della Cgil in cui si dice che «la nuova destinazione dei posti letto dell’Utic non è ben chiara».

I sindacalisti chiedono «a quale effettivo utilizzo siano destinati i quattro posti letto di tipologia 2A» entrati in funzione dal primo marzo, visto che la situazione «sta creando disorientamento tra gli operatori sanitari e, in particolar modo, tra coloro che sono addetti alla telemetria», i quali «non hanno avuto alcuna informazione e indicazione in merito».

La Cgil lamenta il fatto di «essere venuta a conoscenza di sostanziali modifiche organizzative». La conversione dei quattro posti letto dell’unita di Terapia intensiva cardiologica, l’Utic appunto, ai rappresentanti dei lavoratori sembra «una importante modifica rispetto allo stato attuale dell’organico dei cardiologi e conseguente guardia medica cardiologica h24» che viene «sostanzialmente soppressa e sostituita con una guardia internistica».

Mario Di Maio, segretario della Sanità pubblica della Cgil Pisa, ricorda che «già in occasione del confronto con la direzione aziendale nel giugno 2020 sulla riorganizzazione complessiva dell’ospedale di Volterra, era stata segnalata la presenza di quattro posti letto di terapia sub-intensiva gestiti dalla cardiologia». Un fatto che, secondo la Cgil, «non è previsto nella delibera aziendale dell’Asl Toscana Nord Ovest numero 402 del 3 giugno 2020 e per cui era necessario chiarire e pianificare meglio il loro utilizzo».

Il sindacato avanza anche la richiesta di «comprendere le ricadute sul piano assistenziale» di questa riorganizzazione, «dei servizi offerti all’utenza, dell’organizzazione del lavoro anche in riferimento alle responsabilità del multidisciplinare medico e alla conseguente messa in sicurezza dell’intero presidio ospedaliero».

Quella di Di Maio è una lettera che si chiude con un’accusa ben precisa alla direzione generale dell’azienda sanitaria: «Ancora una volta assistiamo alla mancanza d’informazione sul piano delle corrette e proficue relazioni sindacali su materie riguardanti la qualità del lavoro, sulle professionalità e delle innovazioni sull’organizzazione dei servizi». Da qui la proposta di un incontro «che permetta una valutazione nel merito, riservandoci di esprimere le nostre considerazioni». —

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