Il presidio
Nella morsa elettromagnetica: abitare tra 2 ripetitori telefonici
Nicola Catalano del condominio “La Svolta” spiega com’è nata la petizione indirizzata al Comune. «Per ora nessun intervento per bloccare i lavori»
CASCINA. Allarmati dalla possibilità di ritrovarsi tra due antenne per la telefonia, la prima in fase di allestimento a San Frediano a Settimo, la seconda prevista nell’area dell’ex orto botanico di proprietà comunale, i residenti del condominio La Svolta fanno sentire la propria voce. «Se c’è volontà di curare gli interessi dei cittadini, nulla risulta impossibile. Gli strumenti ci sono», esordisce Nicola Catalano, uno dei quarantasette firmatari della missiva inviata al sindaco di Cascina Michelangelo Betti, all’assessore all’ambiente Paolo Cipolli e agli uffici dell’Arpat. Catalano abita in via del Volontariato da circa venti anni. L’area è abitata da trentuno famiglie nel solo condominio La Svolta, oltre ad una ventina del condominio di fronte e a una decina di altre abitazioni. «L’inizio dei lavori di scavo nell’ex giardino botanico del 25 febbraio scorso – ha spiegato Catalano – ha colto di sorpresa gli abitanti dell’area lasciandoli sconcertati nell’apprendere che non si trattava della piantumazione degli alberi, promessi sia da esponenti della scorsa sia dell’attuale amministrazione comunale, in sostituzione di quelli tagliati nel corso del 2020, ma di una piantagione di “natura metallica” a sostegno di un’antenna per una stazione radio base». Gli abitanti della zona si sarebbero aspettati un’ordinanza che bloccasse i lavori a salvaguardia della loro salute. Questo non è avvenuto. Il sindaco Betti ha invece ricordato che il piano della telefonia è stato varato dall’amministrazione comunale precedente, quindi di centrodestra, e che è intenzione degli attuali amministratori piantare alberi dove un tempo c’era l’orto botanico.
Risulta perciò naturale l’incremento delle preoccupazioni per i residenti che si trovano tra un traliccio dell’alta tensione vicinissimo ai fabbricati e una costruenda nuova fonte di campo elettromagnetico. Non saranno certo eventuali prossime disquisizioni tecniche ad eliminare i convincimenti sulla pericolosità dei campi elettromagnetici. «Infine – si chiede Catalano – una volta ripristinato il parco, torneranno le scolaresche a frequentarlo in considerazione della presenza dell’antenna?».
I cittadini hanno ricevuto risposte da Arpat?. «Le uniche risposte – conclude Catalano – sono quelle reperibili su Internet. Nessun riferimento ad un provvedimento di blocco definitivo del cantiere. Al momento tra i residenti si parla di intraprendere nuove iniziative, sulle quali non c’è, per il momento, unicità di vedute. Ma sicuramente qualcosa si farà». –
Renata Viola
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