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Da Milano a Volterra per proteggersi dallo spettro del Covid
La famiglia di Melania Murata si è trasferita nella città etrusca «Tra i difetti della zona la scarsa connettività web e la viabilità»
l’incontro
Una storia che parte dagli Stati Uniti, passa da Milano e si sta svolgendo nelle campagne di Volterra con una parola chiave che va tanto di moda oggi, “smartworking”. È quella di Melanie Murata e di suo marito Leonardo che si sono trasferiti nella città etrusca dove la 29enne ha incontrato Claudia Bolognesi, direttrice dell’ufficio turistico e l’assessora al turismo Viola Luti per un confronto sui bisogni che la coppia sta affrontando in questa nuova avventura.
Melanie Murata è una giovane americana che a fine ottobre 2020 ha deciso di trasferirsi da Milano nella campagna di Volterra con suo marito e i loro due bambini di nove e due anni. Un cambio di vita dovuto alla difficile situazione legata al coronavirus. Lei è un’architetta di interni, lui (Leonardo) è sale executive per prodotti legati all’architettura e all’edilizia per una compagnia che opera tra l’Australia e gli Stati Uniti.
Nella chiacchierata Melanie ha sottolineato la buona qualità della vita e la convenienza dei servizi scolastici, soprattutto quelli del nido. «Melanie e Leonardo si sentono al sicuro a Volterra – dicono Bolognesi e Luti –. Da un lato, nessuna paura a vivere in campagna, a uscire da sola; dall’altro la sicurezza legata alla situazione Covid-19».
L’elemento negativo principale, e non è una novità, è legato alla connettività: «Anche se sono riusciti a trovare una compagnia di telefonia e Internet che garantisce un collegamento alla rete abbastanza soddisfacente, seppur lento, Melanie e Leonardo non riescono a connettersi contemporaneamente in videochiamata o in videoconferenza, questo è problematico per il loro lavoro ed è causa di tensioni tra loro: “chi prima arriva, prima macina”».
Un altro aspetto negativo, non potendo utilizzare la condizione di smart working per velocizzare la loro presa in carico da parte del sistema sanitario locale, è la difficoltà per la famiglia di Melanie ad accedere al servizio sanitario pubblico, come il medico di famiglia, il pediatra e gli specialisti. «Melanie ci dice infine che le nostre strade strette e tortuose sono “pericolose” sia in macchina che per andare a correre, non si è ancora abituata allo stile di guida dei “poggi”», aggiungono la direttrice dell’ufficio turistico e l’assessora. —
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