Il presidio
Check-up cardiologici gratuiti a La Rosa col primo studio al mondo sull’amiloidosi
Test volontari agli over 65 assistiti a Terricciola: un’occasione per controllare il cuore e individuare una malattia rara e letale
Terricciola. Da una parte la possibilità di fare uno screening cardiologico gratuito che, seppure mirato all’individuazione di una malattia specifica, può portare a individuare e curare altri problemi al cuore. Dall’altra la possibilità di dare il proprio contributo al primo studio al mondo su una malattia fino a poco tempo fa considerata rara e, in molti casi, mortale. È l’opportunità offerta dalla Casa della salute de La Rosa e dalla Fondazione Monasterio di Pisa agli over 65 dell’Alta Valdera. Qui, dalla seconda decade di marzo, partirà la prima ricerca scientifica internazionale sull’amiloidosi cardiaca da transtiretina.
Fino a pochi anni fa questa malattia cardiaca era difficile da diagnosticare e senza una terapia efficace. Medici e ricercatori della Fondazione Monasterio – coordinati da Michele Emdin e Claudio Passino, docenti dell’istituto di Scienza della vita della Scuola superiore Sant’Anna – si sono concentrati sull’amiloidosi cardiaca aprendo un ambulatorio dedicato, incrementando le diagnosi e investendo sulla formazione con due “Amyloidosis masterclass” e il libro “Amiloidosi cardiaca: come si diagnostica, come si cura”, partecipando a studi clinici internazionali e avviando progetti di ricerca indipendenti.
Tra questi “Catch”, acronimo di “Characterizing the burden of amyloid transthyretin cardiomyopathy in the elderly”, vale a dire lo studio sulla caratterizzazione della prevalenza dell’amiloidosi cardiaca da transtiretina nella popolazione anziana che sta partendo a Terricciola.
Obiettivo della ricerca è individuare la “prevalenza”, ossia quante persone soffrono di questa patologia. Il risultato pratico è effettuare un check-up cardiaco su tutti gli assistiti da medici di medicina generale della Casa della salute che aderiranno allo studio su base volontaria e gratuita. La ricerca prevede la compilazione di un questionario per verificare la presenza di sintomi e manifestazioni cliniche associate alla presenza di amiloidosi, una visita cardiologica mirata, un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma e un prelievo di sangue. Qualora la diagnosi di amiloidosi cardiaca da transtiretina venga ritenuta possibile, i pazienti saranno invitati a fare una risonanza magnetica cardiaca, una “scintigrafia miocardica con difosfonati” e la ricerca di una proteina monoclonale su sangue e urine.
«Sono da poco disponibili terapie capaci di migliorare la qualità di vita e la sopravvivenza dei pazienti, per cui un’identificazione tempestiva di questa condizione appare fondamentale», spiegano Michele Emdin e Giuseppe Vergaro, medico dell’ambulatorio per l’amiloidosi della Fondazione Monasterio. Una sottolineatura che rappresenta un ulteriore invito ai pazienti over 65 della Casa della salute di Terricciola che, partecipando al progetto, possono curare se stessi e aiutare la ricerca scientifica a fare un passo avanti.
Un nuovo fiore all’occhiello per quella che è considerata il punto di riferimento tra le Case della salute pisane. Lo studio sull’amiloidosi cardiaca da transtiretina è infatti il primo di questo tipo nella struttura sanitaria de La Rosa e rappresenta un unicum in Italia: «Per la prima volta medici di base e ricercatori scientifici collaboreranno fianco a fianco», sottolinea Stefano Moscardini.
Moscardini è il coordinatore dell’Associazione funzionale territoriale di cui fanno parte i medici di medicina generale della Casa della salute. Una “cooperativa” che permette l’apertura 24 ore su 24, 7 giorni su 7, rappresentando un punto di riferimento socio-sanitario e, ora, un avamposto per lo studio scientifico della Fondazione Monasterio che sarà condotto in collaborazione con l’azienda Usl Toscana nord ovest (direttrice Maria Letizia Casani, referente Francesco Bellomo) e la Società della salute dell’Alta Valdicecina/Valdera (direttrice Patrizia Salvadori).
La Casa della salute è comunemente chiamata «Pronto soccorso de La Rosa». Offre tutti i servizi della medicina del territorio. Aver riunito nel presidio i medici di base (Cinzia Andreoni, Luciano Bertelli, Eleonora Cavallini, Elisabetta Fabbri, Luca Giubbolini, Elena Iacopini, Francesca Pagni, Eros Panizzi, Gaspero Pitti, Marco Puccinelli, Giancarlo Pugliano, Francesca Querci, Monica Salvadori e Lorenzo Buselli) ha permesso fin dal 2006 il coordinamento degli interventi nelle cure.
Ora questo sistema collabora a una ricerca scientifica internazionale che, potenzialmente, può effettuare (indicativamente il 20 marzo, 10 aprile, 1° e 22 maggio) un check up cardiologico a circa 5mila pazienti over 65. —
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