Il Tirreno

Pontedera

La versione dell’Asl Toscana Nord Ovest 

«Scelte fatte per servizi di qualità e sicuri a fronte della carenza di cardiologi»

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la replica

Servizi sanitari sicuri. È l’obiettivo dell’Asl che risponde alle critiche per la diminuzione della cardiologia, spiegando le intenzioni per Volterra.

«Con l’approvazione da parte della Regione Toscana del progetto di riqualificazione strutturale e organizzativa dell’ospedale di Volterra – dicono dall’Azienda sanitaria – abbiamo avviato il percorso per lo sviluppo dell’area critica e delle attività correlate. La guardia anestesiologica su 24 ore, oltre a mettere l’ospedale in sicurezza, consente di elevare la complessità degli interventi che devono contare su posti letto multidisciplinari sub-intensivi, convertibili in intensivi». In più, «l’ottimizzazione dei percorsi intraospedalieri con la riconfigurazione delle aree di cura secondo i moderni princìpi dell’intensità di cura e in coerenza alle linee guida nazionali e regionali».

Il problema è la carenza di cardiologici nel territorio gestito dall’Asl, a cui viene fatto fronte con «un modello organizzativo che permette di gestire in modo appropriato i pazienti ricoverati e le eventuali urgenze di natura cardiologica, nonché la continuità ospedale territorio. Di notte infatti ora sono in servizio tre medici sulle 24 ore, pronto soccorso, medicina interna e anestesia e rianimazione; il cardiologo è presente 12 ore al giorno, sia per gestire pazienti cardiologici ricoverati in medicina, sia per consulenze».

L’Asl poi cita la telemedicina, «in rete con l’ospedale di Pontedera», che «garantisce la sicurezza anche per pazienti con problematiche cardiologiche che dovessero rivolgersi al pronto soccorso di notte o nei festivi. Questa organizzazione consente di mantenere il servizio ambulatoriale territoriale che, sempre per la mancanza di cardiologi, avrebbe subìto un ridimensionamento».

Qualcuno ha criticato la riduzione della presenza del cardiologo anche in funzione del sostegno all’Auxilium Vitae. «Questa struttura è un presidio di riabilitazione – dicono dall’Asl – dedicata solo a persone che, terminata la fase della “cura” nei reparti per acuti, hanno bisogno di una riabilitazione intensiva. La presenza del cardiologo, come specificato dalla normativa, è raccomandata solo nella riabilitazione, anche se non obbligatoria, soprattutto quando, come accade a Volterra, nessuno dei malati è telemetrato».

Poi, il tentativo di tranquillizzare il territorio: «È nostro interesse, e anche la nostra missione, garantire che i cittadini possano contare su dei servizi sanitari sicuri e di qualità, è in questa direzione che vanno le scelte nonostante la ormai nota carenza di specialisti messa ancor più in evidenza in questo ultimo e terribile anno». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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