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Nasce la macrostruttura Peccioli-Lajatico: una rivoluzione per 51 dipendenti comunali

Giuseppe Boi
Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni
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Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni

Ecco come i due Comuni hanno riorganizzato i servizi dopo la fine dell'Unione Parco Alta Valdera

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Peccioli. L’anagrafe a Lajatico, i lavori pubblici a Peccioli. Il Comune guidato da Alessio Barbafieri assume il ruolo di ente capofila anche per l’ufficio “Ambiente, Rifiuti, Suap, Protezione civile, Finanziamenti comunitari e regionali, Servizi informativi e tecnologici”. Il resto va all’ente guidato da Renzo Macelloni che diventa responsabile dei servizi finanziari e sociali, la scuola, la segreteria, l’urbanistica, la polizia municipale e la “Centrale unica di committenza”, ufficio da cui passano le procedure di gara per l’acquisizione di lavori, servizi e forniture. È questa la “spartizione” degli uffici comunali che deriva dalla convenzione siglata dalle amministrazioni comunali di Peccioli e Lajatico. Un accordo biennale per la gestione dei servizi in forma associata che passa attraverso la creazione di una macrostruttura unica e che è un primo passo per sperimentare una futura fusione.

Cosa cambia

I riflessi pratici per i cittadini all’apparenza sono pochi. In ogni Comune indicato come ente capofila vi sarà l’ufficio centrale, mentre nell’altro vi sarà uno sportello che gestirà i servizi al pubblico di fatto come è sempre avvenuto. Diversa è la questione per quel che riguarda la linea politica, determinata dalla “cabina di regia unica” e in cui i singoli sindaci e assessori comunali avranno un ruolo e un peso specifico col rischio, evidente, di un maggiore peso per quel che riguarda Peccioli. Dal canto suo Lajatico riceve un importante vantaggio economico. Ogni amministrazione partecipa alle spese in base a delle quote fisse: al 20% in base alla popolazione residente, al 20% in base alla superficie territoriale e per il restante 60% in base ai procedimenti gestiti dagli uffici. Chi, da subito, è coinvolto a pieno nel cambiamento sono i dipendenti dei due Comuni che, pur restando tali e non cambiando sede (almeno al momento avranno però nuovi responsabili). Una novità che riguarda 51 dipendenti comunali, per la precisione 37 di Peccioli e 14 di Lajatico.

Gli uffici condivisi

Nello specifico l’Ufficio unico per i servizi affari istituzionali, segreteria, protocollo, anagrafe, stato civile, leva ed elettorale, gestito dal Comune di Lajatico, coinvolge due dipendenti laiatichini (di cui uno è il responsabile del servizio) e quattro pecciolesi. Il responsabilie dell’ufficio Lavori pubblici e manutenzioni sarà di Peccioli, in quanto ente capofila, che fornisce altri 4 impiegati con cui lavorano i 3 provenienti da Lajatico. Un unico pecciolese è invece assegnato all’Ufficio ambiente, rifiuti, Suap, Protezione civile, finanziamenti comunitari e regionali e servizi informativi e tecnologici il cui responsabile proviene dall’amministrazione del paese del Teatro del Silenzio come gli altri 6 dipendenti.

I responsabili pecciolesi

Sono tutti pecciolesi, invece, i responsabili dell’ufficio Servizi finanziari e risorse umane (con altri 3 impiegati di Peccioli e 2 di Lajatico); dell’ufficio Scuola e servizi socio-assistenziali (altri 8 pecciolesi e 2 laiatichini); dell’ufficio Servizi di staff, vale a dire la segreteria e le relazioni esterne in cui lavorano altri tre dipendenti del Comune di Peccioli; l’ufficio Programmazione urbanistica e qualificazione urbana, anche questo con altri 3 pecciolesi; e infine il Servizio unico associato di polizia municipale in cui operano altri cinque dipendenti di Peccioli e uno di Lajatico.

La centrale unica

Un discorso a parte va fatto per la Centrale unica di committenza (Cuc). Il ruolo di Comune capofila é esercitato dal Comune di Peccioli che esprime il responsabile della gestione delle procedure di gara per l’acquisizione di lavori, servizi e forniture. Tuttavia, al servizio non sono state assegnate altre risorse fisse ma il personale sarà individuato di volta in volta dalla “cabina di regia”.

Gli obiettivi

Insomma, una piccola rivoluzione. Giustificata, come scritto nella delibera approvata dal consiglio comunale di Peccioli lo scorso 30 dicembre, dal fatto che i due Comuni sono «realtà simili sul piano territoriale» e «condividono esigenze, prospettive, aspettative e bisogni». La macrostruttura ha però anche l’obiettivo di «includere anche una progettualità di area e una comune visione strategica dei territori». Sempre la delibera pecciolese sottolinea come permane «l’indipendenza e l’autonomia degli enti aderenti», ma è evidente come questo possa essere il primo passo per la fusione. —

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