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Bozzetti del monumento donati al Comune dalla famiglia Terreni
FUCECCHIO. I bozzetti preparatori del monumento all’Eccidio del Padule del maestro Gino Terreni (deceduto cinque anni fa) sono stati donati al Comune di Fucecchio.
Si tratta di quattro opere che vanno così ad arricchire le collezioni del Museo civico e diocesano di piazza Vittorio Veneto, nel borgo alto.
Subito dopo la mostra “Gino Terreni: la tradizione dell'arte toscana” che il Museo civico e diocesano di Fucecchio organizzò tra il 2014 e il 2015, lo stesso maestro Terreni, manifestò la volontà di donare al Comune di Fucecchio un nucleo di bozzetti preparatori del monumento all’Eccidio del Padule inaugurato a Castelmartini (nel comune di Larciano, in provincia di Pistoia) il 16 settembre 2002 alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Essendo, poco tempo dopo, venuto a mancare Gino Terreni (morto il 28 novembre 2015), i suoi eredi e il Comune di Fucecchio hanno da pochissimo tempo portato a compimento la volontà del maestro, nato a Martignana nel 1925.
Il sindaco Alessio Spinelli, l’assessore alla cultura Daniele Cei e Leonardo Giovanni Terreni, figlio del maestro empolese e presidente dell'associazione “Archivio Gino Terreni” che ne cura la valorizzazione dell'opera, insieme al direttore del Museo fucecchiese, Andrea Vanni Desideri, hanno spiegato in una conferenza stampa la donazione e il suo significato, intimamente legato alla memoria dell’evento tragico che ha marcato la storia recente del territorio.
Sono quattro opere, due studi a tempera su carta e due bozzetti in terracotta, che, oltre ad arricchire le collezioni del museo, segneranno tangibilmente anche il legame tra Fucecchio e Gino Terreni cui, va ricordato, l’associazione “Il Poggio” dedicò nel 1965, la “Mostra di pittura e xilografie” che venne onorata dalla partecipazione dell’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Angelo Salizzoni.
Senza contare che l'Eccidio porta il nome di quel Padule di Fucecchio dove vennero uccisi a sangue freddo dalle truppe tedesche in ritirata 176 fra uomini, donne, bambini e anziani, coi tedeschi che così portarono a termine una delle stragi di civili più efferate della storia toscana e italiana.
Si può a questo punto dire che questi bozzetti del monumento dedicato alle vittime dell’Eccidio abbiano fatto idealmente ritorno "a casa". —
Marco Sabia
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