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Trovato morto il “padre” del marchio del tartufo
Il grafico Marco Rossi ucciso da un malore in casa: aveva collaborato a lungo con San Miniato Promozione e Comune
SAN MINIATO. Era il “padre” del logo che ha accompagnato il tartufo sanminiatese in giro per il mondo. Con la sua creatività ha firmato manifesti e depliant di iniziative ed eventi legati al prodotto simbolo di San Miniato. Ma ha anche raccontato attraverso le immagini le campagne elettorali dei vari Alfonso Lippi, Angelo Frosini e Vittorio Gabbanini, tutti poi diventati sindaci di San Miniato.
Marco Rossi, fotografo e grafico conosciuto in tutta la zona, è stato trovato morto in casa nel pomeriggio di mercoledì da alcuni amici che non riuscivano a contattarlo da un paio di giorni.
Dopo la morte della moglie Antonella quattro anni fa, Rossi, 65 anni, abitava a La Catena con l’anziana madre, che da alcuni giorni è ricoverata in ospedale. In tanti della sua generazione lo ricordano anche per i trascorsi da dj negli anni Settanta, al Sombrero.
«Marco aveva avuto qualche problema a livello cardiaco – raccontano gli amici – ma niente che facesse pensare a una tragedia simile». Già da martedì, però, il suo cellulare squillava a vuoto, così come il telefono fisso. E allora un amico di famiglia, preoccupato, ha deciso di recarsi a casa sua. Insieme a un vicino ha trovato una finestra aperta ed è entrato all’interno dell’appartamento, dove ha trovato il 65enne senza vita a causa di un malore che non gli ha lasciato neanche il tempo di chiedere aiuto.
«Conoscevo Marco fin dall’infanzia – spiega il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli – per l’amicizia quarantennale con la mia famiglia. Marco nella sua vita professionale aveva collaborato molto con San Miniato promozione, con il Comune e nelle campagne elettorali di vari sindaci. Ricordo che sviluppò anche il manifesto dell’ultima festa de L’Unità, organizzata dai Democratici di Sinistra, quella nazionale tematica sugli esteri».
Un commosso ricordo anche dall’ex presidente di San Miniato Promozione, Delio Fiordispina: «A lui si deve il marchio del tartufo di San Minato, quando collaborava con l’agenzia di comunicazione “C&G”, negli anni Novanta. A lui si devono molti dépliant e manifesti del nostro tartufo e del nostro territorio. Il suo è sempre stato un contributo di altissimo livello. Se ne va un maestro, che ora potrà riabbracciare la sua amata Antonella, al fianco della quale ha combattuto tante battaglie». —
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