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Ponsacco

Scambiava foto e video pedofili: indagato studente sedicenne

Pietro Barghigiani
Per l’accusa il sedicenne riceveva e inviava materiale pedofilo attraverso cellulare e tablet
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Per l’accusa il sedicenne riceveva e inviava materiale pedofilo attraverso cellulare e tablet

Inchiesta della procura minorile a Ponsacco: blitz dei poliziotti a casa per sequestrargli il telefonino e un tablet. Accusa di pedopornografia, la diffusione del materiale attraverso una chat

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Ponsacco. Gli hanno sequestrato cellulare e tablet.

Un passaggio investigativo necessario per trovare una conferma da trasformare in prova quello che nelle chat è apparso evidente in un’inchiesta contro la pedopornografia coordinata dal procuratore capo Antonio Sangermano e seguita a livello provinciale dalla sezione fasce deboli della squadra mobile.

È un’indagine a vasto raggio nella quale è finito un sedicenne di Ponsacco accusato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico attraverso una chat dedicata tra appassionati del genere.

Sono stati i poliziotti della questura pisana a presentarsi a casa del minorenne provocando un terremoto familiare.

Non c’erano solo sospetti embrionali alla base del blitz degli agenti.

Nel monitoraggio della chat, e gli scambi anche su WhatsApp, gli investigatori hanno trovato spunti sufficienti non solo per indagare lo studente, ma a procedere anche al sequestro degli strumenti attraverso i quali avrebbe ripetuto i reati di cui viene accusato.

È una valutazione che, comunque, non esonera il 16enne da profili di responsabilità quella di non essere consapevole della portata illegale delle sue azioni. Un gioco magari non percepito nei suoi effetti da codice penale che lo ha attirato in un sistema esteso tra i minorenni affamati di novità e tecnologia.

Ricevere e poi girare ad altri foto e video con minori, anche in tenerà età, in situazioni hard o in pose erotiche è un reato gravissimo. E utilizzare cellulari, pc e tablet per questi “passatempi” significa lasciare tracce recuperabili in qualunque momento.

L’inchiesta tocca la provincia con l’indagato di Ponsacco anche se la diffusione dei partecipanti alla chat pedofila è molto più ampia dell’ambito pisano. Gli investigatori adesso dovranno controllare cosa è rimasto nella memoria di telefonini e tablet oltre ai contenuti tra video e foto.

La provincia pisana nella scorsa estate è stata interessata in un’inchiesta analoga per tipologia di indagati e materiale scambiato in una chat su Telegram.

È stata battezzata “Dangerous Images” e tra gli utenti più attivi c’era un 17enne di San Giuliano Terme che nelle conversazioni con gli amici si proclamava “il re dei pedofili”.

Lo studente sta seguendo da mesi un percorso con uno psicologo e nei giorni scorsi è stato interrogato dal procuratore Sangermano. —

Pietro Barghigiani

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