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Il dantesco “uscimmo a riveder le stelle” per la piccola Lisa fu al parco Fiumi

PAOLO FALCONI
Il dantesco “uscimmo a riveder le stelle” per la piccola Lisa fu al parco Fiumi

La volterrana Ribechini, ingegnere aerospaziale, lavora in un’azienda sul lago di Como dove si occupa di telescopi per satelliti 

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lo sguardo in alto

PAOLO FALCONI

Galeotte furono, di sicuro, quelle sere trascorse sul prato del parco Fiumi sul cassero di Volterra lontano da rumori, da inquinamento luminoso dove all’allora adolescente Lisa Ribechini pareva di toccare con la sua manina la volta celeste. E ogni stella, vicina o lontana, pareva sussurrarle qualcosa di emozionante con le sue pulsazioni. I suoi occhi volevano carpire i segreti dell’infinitamente grande.

Visto che quei corpi celesti, più o meno grandi e più o meno affascinanti, rimanevano sospesi a milioni o miliardi di chilometri, crescendo Lisa ha pensato di andarle incontro.

Non poteva lasciarsele sfuggire così, obbedendo alle pur severe e imprescindibili leggi dell’Universo. Talmente convinta e talmente determinata quanto emozionata che la volterrana Lisa, a novembre 2019, si è laureata in ingegneria aerospaziale a Pisa con una tesi (fatta, scritta e pubblicata in inglese) dal titolo “A semi-automatic Matlab tool for the deployment of a mega constellation of NanoSatellites”. Vale a dire: “Uno strumento Matlab semiautomatico per il dispiegamento di una mega costellazione di NanoSatelliti. Relatore professor Giovanni Mengali, tutor ing Lorenzo Ferrario.

La tesi di laurea proposta è stata fatta presso D-Orbit, una società vicino a Como. D-Orbit è famosa per il suo servizio di trasporto in orbita, InOrbit Now (Ion).

«Ion è costituito da un vettore di CubeSats e può distribuire fino a 48U. In questo contesto, è utile avere uno strumento Matlab semiautomatico – scrive l’ingegnere aerospaziale Ribechini nella sua tesi – per fare un’analisi preliminare della missione. In particolare, viene richiesta la valutazione del consumo minimo di propellente, che garantisce i trasferimenti in orbita effettuati da Ion per completare il dispiegamento. Per minimizzare il consumo di propellente, vengono sfruttate le perturbazioni naturali che agiscono su un corpo in orbita attorno alla Terra».

Lo strumento prende in considerazione «due trasferimenti diretti e il passaggio attraverso tre orbite di missione, quindi in input ci sono l’orbita di rilascio e tre orbite di missione di tre diversi CubeSat. Il trasferimento diretto viene eseguito dall’orbita di rilascio alla prima orbita di missione. «Successivamente, le perturbazioni garantiscono il raggiungimento della seconda orbita di missione. L’ottimizzazione – è ancora un passaggio della tesi di Lissa Ribechini– è stata effettuata rispetto ai parametri orbitali della prima orbita intermedia di missione, che viene raggiunta tramite il primo trasferimento diretto. I confini entro i quali le variabili possono variare liberamente sono imposti dai clienti, in quanto solitamente danno un margine di tolleranza. Per convalidare lo strumento è stato applicato a un caso di cui si conosceva la soluzione. I risultati mostrano che il metodo di ottimizzazione del consumo di propellente è valido e che sono consigliati ulteriori perfezionamenti per mettere a punto il valore di output».

A rifletterci bene, appare tutto semplice e chiaro. Ma più che altro il tutto è nell’ottica dei piccoli satelliti, quelli di dimensioni 10 centimetri per 10.

Che sono un po’ il futuro delle missioni. «Per restare in orbita terrestre certamente – cerca di spiegare in parole semplici Lisa Ribechini – mentre non sarebbero indicati per la perlustrazione dello spazio più profondo dove devono essere spediti quelli più grandi. I NanoSatelliti in orbita hanno una vita di 4-5 anni».

A 27 anni, la volterrana Lisa pare avere un futuro infinito, proprio come l’universo, davanti a sé. Glielo auguriamo. Lavora alla MediaLario, come dice il nome azienda sul lago di Como, occupandosi di telescopi per satelliti. «Così la volta celeste mi si avvicina…». Scherzi a parte, «nelle varie imprese e missioni spaziali, l’Italia ha un posto di primo piano. E con l’Agenzia spaziale, un ruolo preminente e molto forte».

Come anche nella missione Perseverance da qualche giorno sul suolo di Marte. «È un risultato fantastico e la nostra agenzia – ribadisce l’ingegnere Ribechini – non è seconda a nessuno. Si prepara con risolutezza l’arrivo dell’uomo sul pianeta rosso, ma prima passeremo da una seconda colonizzazione della Luna».

Ha mai pensato a diventare astronauta così da vedere pianeti, galassie e quant’altro più da vicino? L’Agi ha aperto nuove selezioni: «Certo che ci ho pensato. Ma non credo sia una strada percorribile perché occorre un fisico perfetto. Però mi piacerebbe eccome». Siamo in due, ingegnere. –

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