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Pontedera

sanità 

Un nuovo centro diagnostico da oltre 3,5 milioni di euro

Andreas Quirici
L’area dove sorgerà il centro (foto di Franco Silvi)
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L’area dove sorgerà il centro (foto di Franco Silvi)

Via al progetto della Pubblica assistenza di Pontedera, sarà pronto in due anni Il presidente. Ciabatti: «Grande investimento a servizio della città e della Valdera»

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PONTEDERA. Due milioni e 700mila euro di investimento per la realizzazione dell’immobile e un milione per i macchinari. Sono questi i numeri che rendono il progetto della Pubblica assistenza di Pontedera di grande rilievo per l’attività sanitaria della città e della Valdera. Un’operazione cominciata sabato con la posa simbolica della prima pietra con i volontari, il consiglio direttivo e i dipendenti dell’associazione e che dovrebbe concludersi in un paio d’anni.

Nel parcheggio sul retro dell’attuale sede nella zona Galimberti sorgerà un edificio prefabbricato da 950 metri quadrati complessivi, suddivisi in due piani. Al piano terra sorgerà la reception e l’area diagnostica con risonanza magnetica, dispositivi per lastre e la Tac, macchinario che attualmente non è presente alla Pubblica assistenza. Al primo piano, invece, ci saranno ambulatori medici, palestra e un’area per la terapia.

La costruzione sarà realizzata in un terreno di proprietà dell’associazione di volontariato per un’operazione che punta ad aumentare l’attività relativa alla diagnostica. «Dovremo incrementare il numero di prestazioni anche per bilanciare il conto economico che caratterizza questo progetto – dice il presidente Claudio Ciabatti –. L’edificio in cui da anni portiamo avanti la nostra attività sarà riadattato alle necessità dei volontari, dei nostri amministrativi e della città».

Ciabatti punta molto su questo aspetto. «Credo che un investimento così rilevante per un’associazione come la nostra sia un valore aggiunto per Pontedera, ma anche per un territorio complesso come la Valdera. Abbiamo condiviso con tutti i volontari le scelte del direttivo, perché quello che sorgerà nel giro di due anni sarà un patrimonio della grande famiglia della Pubblica assistenza».

Macchinari di ultima generazione, spazi dotati di comfort in stile hotel di lusso e una visione che è frutto di anni di attività legata al volontariato, adeguata ai tempi che corrono, in cui aiutare e fare del bene al prossimo è sempre più importante. Ma anche i conti economici sono una variabile da non trascurare per evitare di trovarsi in guai seri in futuro e rischiare di far mancare il supporto alla collettività. Per questo l’associazione è, di fatto, divisa in due. Da un lato la Pubblica assistenza, in cui confluiscono l’attività del 118 e tutto quell’universo caratterizzato dal volontariato. Dall’altro la Fondazione Pubblica assistenza che porta avanti il lavoro propriamente commerciale con diagnostica e servizi funebri a caratterizzare un ambito che, fatalmente, serve per garantire risorse economiche da reinvestire. «La nostra forza – aggiunge il presidente – è che ogni euro di utile viene reinvestito per la nostra associazione e per la città». —

Andreas Quirici

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