Flavio e Graziella finalmente sposi il sì arriva dopo un quarto di secolo
I due hanno superato i 70 anni e si sono uniti in matrimonio: «Ma prima abbiamo chiesto il parere dei nostri figli»
la storia
Dirsi sì ai tempi del Covid, senza truppe di parenti al seguito e banchetto nuziale, quando l’età avanza e tutto quello che si desidera dalla vita è continuare a stare tranquilli, ma con la persona giusta a fianco. Mario Flavio Cassinelli e Graziella Cerrai sono l’emblema di chi si cerca e finisce per trovarsi quasi per caso. E arriva al matrimonio quando i 70 anni sono ormai una realtà. La coppia abita a Pardossi da un quarto di secolo, dopo essersi conosciuti a Marina di Pisa da vicini di casa. Poi, vent’anni fa, si sono trasferiti a Pardossi e sabato si sono sposati in Comune a Pontedera davanti all’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Mattia Belli. «Lo volevamo da tempo – racconta il neo marito che tutti conoscono come Flavio – ma prima abbiamo chiesto il parere dei nostri figli».
Già, perché i due hanno già un’esperienza matrimoniale alle spalle. Lui è un 73enne originario di Genova ma con trascorsi sulle navi che lo hanno portato a girare mezzo mondo in una precedente vita assai avventurosa. Lei ha tre anni meno e arriva da Caprona. Flavio ha vissuto a Livorno, dov’è nato suo figlio che fa il poliziotto a Genova. «Ironia della sorte – dice Cassinelli –. Io sono nato a Genova e abito in Toscana. Lui è nato a Livorno e ora vive in Liguria. Ho un nipote che non vedo da un anno per questo maledetto coronavirus».
Ma l’emergenza sanitaria in questa storia non c’entra. I due sposini non hanno deciso di unirsi in matrimonio col rito civile per suggellare un amore che l’emergenza sanitaria potrebbe mettere in difficoltà in caso di ricovero. «Finora l’abbiamo scampata – racconta ancora Flavio – ma non abbiamo fatto questo passo per paura degli effetti del Covid. Avevamo deciso di sposarci perché ritenevamo giusto sancire questa nostra unione arrivata dopo esperienze reciproche fallimentari. E quando i divorzi sono diventati effettivi abbiamo stabilito la data. Ma prima abbiamo chiesto ai nostri figli. Graziella ne ha due e cinque nipoti».
Una di questi, Camilla Santerini, che abita a Santa Lucia, nel comune di Pontedera, è stata testimone di nozze della nonna. Mentre Serena Bani, presidente della Pubblica assistenza di Fornacette, ha fatto da testimone a Flavio, il quale presta servizio proprio nell’associazione di volontariato del paese.
Una cerimonia veloce, forzatamente sobria, considerate le misure restrittive imposte dall’emergenza sanitaria in fatto di matrimoni. Ma che si adatta bene allo spirito con cui i due novelli sposi hanno affrontato quello che è considerato un grande passo. «Sapevamo che non avremmo potuto fare niente di più di quanto imposto dalla legge – dice ancora il 73enne –. Ma a noi va bene così. Abbiamo vissuto questo momento quasi come fosse un giorno normale. Abbiamo mangiato ovviamente in casa senza festeggiamenti particolari. Certo, il brindisi lo abbiamo fatto. Ed è stata l’unica eccezione in tutta questa vicenda, che per noi è la naturale conseguenza di 25 anni trascorsi insieme, sempre fianco a fianco. Come se ci fossimo conosciuti da sempre, senza incontrarci mai fino a quei giorni da vicini di casa a Marina di Pisa. Ma una cosa è certa, appena possibile riuniremo amici e parenti per fare una festa come si deve». —
Andreas Quirici
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