Il presidio
Il derby Milan-Inter di oggi sotto la direzione arbitrale del volterrano Daniele Doveri
Fino a 10 anni ha abitato a Saline. «Mi emozionavo a vedere il Pisa in ritiro estivo allo stadio “Ripaie”. Fu allora che divampò la passione»
Ilfischietto
Derby Milan-Inter di oggi pomeriggio dal sapore etrusco… L’arbitro designato a dirigerlo è il signor Daniele Doveri, della sezione arbitri Aia Roma 1 è vero, come si sente sempre in tv, ma nato a Volterra il 10 dicembre 1977. E a Saline e sul colle ha abitato fino alla fine della quarta elementare. Poi con la famiglia - la madre, un fratello e una sorella - si trasferì nella capitale, mentre il padre rimase ancora in Alta Valdicecina come dipendente delle saline di Stato.
Per regolamento Daniele Doveri non può parlare con la stampa, ma ci rifacciamo - per tracciare la sua “storia” - a una precedente intervista autorizzata a noi concessa in esclusiva in cui ripercorre l’infanzia volterrana. Oggi è nel ristretto manipolo dei migliori arbitri italiani, se non il migliore, e in stagione gli sono stati affidati parecchi big match e se l’è sempre cavata alla grande; non ultimo Napoli-Juventus della scorsa giornata di campionato.
Doveri deve la sua grande passione per il calcio ai ritiri estivi del Pisa a Volterra. «Non tornavo a casa, andavo allo stadio. Mi emozionavo. Trascorrevo interi pomeriggi estivi quando il Pisa veniva in raduno precampionato a Volterra e si allenava allo stadio Ripaie». Però, in carriera non ha mai avuto modo di arbitrare il Pisa. «Ma solo per puro caso. Perché per regolamento non possiamo arbitrare le squadre dove risiediamo e non quelle della provincia in cui siamo nati».
Fu un amico romano che gli consigliò la “giacchetta nera”. Aveva già una quindicina di anni e iniziò ad arbitrare a diciannove: «Mi piaceva vedere il calcio da un’altra angolazione e quando giocavo, vedevo sempre nella giacchetta nera una persona responsabile, precisa. Uno sportivo vero. Insomma, capii che quella era la mia strada».
«Anche non fossi approdato in serie A e poi internazionale, ma mi fossi fermato in serie D, sarei ugualmente soddisfatto». E ha come modelli, come lavoro e competenze, Roberto Rosetti, Pierluigi Collina, Nicola Rizzoli. Poi ha aggiunto la sua determinazione e polso, con i quali tiene in mano con decisione l’andamento della gara. Fisico possente, potrebbe fare a “sportellate” senza timore con Lukaku e Ibrahimovic.
Lui non parla, non può per regolamento, però alcuni amici molto vicini giurano che sta vivendo un magnifico momento di carriera e che la direzione del derby meneghino è soltanto il giusto premio alla sua professionalità. —
Paolo Falconi
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