Il Tirreno

Pontedera

il progetto al villaggio scolastico 

Terreni da coltivare per gli under 40, andranno a lezione dagli anziani ortolani

Tommaso Silvi
l’area interessata dal nuovo progetto (Foto Franco Silvi)
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l’area interessata dal nuovo progetto (Foto Franco Silvi)

L’obiettivo è anche far risparmiare le famiglie al supermercato. Formazione coi nonni-agricoltori, il Comune di Pontedera bussa alla Regione 

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PONTEDERA. Terra da coltivare per i giovani e per le famiglie in difficoltà. Con la possibilità di inserire nel progetto anche gli studenti. Il Comune di Pontedera ci prova. Lo fa partecipando a un bando regionale, emesso per assegnare una parte di soldi rimasti nelle casse della Regione e stanziati inizialmente per progetti che si sono sviluppati e conclusi negli anni scorsi.

L’amministrazione, in particolare, chiede 20mila euro per costruire una nuova area per la coltivazione di ortaggi, da destinare a iniziative sociali. La zona individuata è quella a fianco dell’Itcg Fermi di Pontedera, nel perimetro del villaggio scolastico. Nelle vicinanze degli appezzamenti già esistenti, realizzati proprio dalla scuola per la formazione degli studenti dell’indirizzo che abbraccia il mondo dell’agraria. Il Comune amplierebbe l’area degli orti, creando nuovi spazi, la cui gestione spetterebbe proprio all’amministrazione e al Fermi.

La volontà del Comune è quella di concedere una buona porzione dei terreni a coltivatori sotto i 40 anni. Naturalmente, ciò che verrà prodotto potrà essere consumato dagli “agricoltori”, ma non potrà essere messo in commercio. Ai novellini dell’agricoltura verrebbe offerto un percorso di apprendimento portato avanti direttamente dagli anziani che gestiscono altri orti nelle zone verdi della città. Un modo per insegnare alle giovani generazioni i segreti di una volta. Nella proposta che il Comune ha inviato alla Regione - e che deve ancora essere valutata - c’è anche l’inserimento di persone disabili. Questo avverrebbe grazie a un particolare sistema di coltivazione che permetterebbe anche ai diversamente abili di partecipare attivamente al processo di crescita delle piante. Ciò sarebbe possibile, nello specifico, grazie a dei grandi vasi studiati appositamente per abbattere le barriere architettoniche. Nell’elenco delle categorie destinatarie dei nuovi orti ci sono anche le famiglie con disagio economico e sociale. In questo caso l’attività all’aria aperta è vista come un’opportunità di avere un impegno quotidiano e acquisire un briciolo di spensieratezza.

Senza contare che la produzione dell’orto finirebbe poi sulla tavola di casa, con un alleggerimento dei costi per la spesa. Ora, tutto, dipende dalla Regione. Se il piano del Comune verrà approvato, arriveranno anche i soldi per realizzarlo. La decisione di partecipare al bando regionale, da parte dell’amministrazione, è arrivata giovedì al termine della riunione della giunta guidata dal sindaco, Matteo Franconi. La speranza di base, è facile intuirlo, è che la situazione legata all’emergenza sanitaria migliori nei prossimi mesi, così da permettere l’avvio di iniziative a favore delle categorie svantaggiate e non solo. Accanto all’investimento della Regione, il Comune interverrebbe con la spesa di 9mila euro per portare a conclusione il piano dei nuovi orti sociali, per un totale di 29mila euro.

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