Il Tirreno

Pontedera

Studenti promossi genitori bocciati nel test d’esordio di Palazzo blu

Tommaso Silvi
Studenti promossi genitori bocciati nel test d’esordio di Palazzo blu

Prime 8 classi nella scuola anti-Covid, ok l’organizzazione anche se c’è chi ignora il posteggio e fa scendere i figli al cancello

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pontedera. Cammina a passo svelto avanti e indietro su viale Africa. Saluta cordialmente i ragazzi, dà indicazioni agli autisti degli autobus, e redarguisce pure qualche genitore indisciplinato che si ferma in mezzo alla strada per far scendere il figlio. L’operosità dell’assessore all’istruzione Francesco Mori è una delle immagini più significative del primo giorno della nuova scuola anti-Covid. Quella realizzata a tempo record - i lavori di adeguamento dell’immobile costruito nel 2013 sono iniziati nel cuore dell’estate scorsa - negli spazi di Palazzo blu, ai margini della zona industriale.

Ieri l’edificio, che su un piano ospita anche alcuni uffici dell’azienda sanitaria locale, ha aperto le porte a otto classi del liceo Montale. Da lunedì prossimo il numero salirà a 14. Poi, quando la didattica tornerà interamente in presenza, con la fine delle lezioni a distanza attraverso il computer, un piano sarà dedicato interamente agli studenti del liceo scientifico e classico XXV Aprile. Quella di ieri era una giornata-test. Perché era importante verificare “sul campo” il piano messo a punto dalla Provincia e dell’amministrazione comunale.

A cominciare dai trasporti. Quattordici pullman, tra le 7.39 e le 7.55, si sono fermati lungo viale Africa. Con l’apertura della scuola a Palazzo blu, le corse dei mezzi sono state riviste. Il “giro” dei bus che finora si fermavano nel piazzale dello stadio, a pochi metri dal villaggio scolastico, ora si è arricchito di una tappa. La prima prova è da considerarsi superata. Anche e soprattutto grazie al buonsenso e alla sensibilità dei ragazzi. In un momento in cui molti puntano il dito contro i giovani, accusandoli di non rispettare le norme anti-contagio, da Palazzo blu arriva un messaggio diametralmente opposto. Tutti con la mascherina sul viso, zero assembramenti di rilievo. Senza dimenticare che sono adolescenti, non robot. E che per mesi hanno seguito le lezioni in pigiama, dalla cameretta di casa, soli. L’entusiasmo per la ripartenza della “vera” vita di scuola è normale.

Promossi i figli, bocciati i genitori. A mamme e babbi era stato chiesto di seguire una sola regola. E in molti puntualmente l’hanno infranta. «Chi accompagna i figli in auto – aveva detto l’assessore Mori sull’edizione cartacea di domenica de Il Tirreno – non si fermi in viale Africa, perché così rischia di rallentare la fermata e la ripartenza dei mezzi pubblici. C’è un parcheggio alle spalle di Palazzo blu, quello deve essere utilizzato». Semplice, no? Eppure c’è chi ha voluto fare di testa propria, piazzandosi con le quattro frecce in mezzo alla strada. Per la smania - ai limiti dell’incomprensibile - di lasciare il figlio il più vicino possibile alla porta d’ingresso. Come se a 15, 16, 17 anni fosse un problema percorrere cinquanta metri a piedi. Il rischio è che da lunedì prossimo, quando aumenteranno gli studenti a Palazzo blu, crescano anche i casi di genitori indisciplinati. Con possibili gravi ricadute sul traffico degli autobus. Le corse sotto la pioggia dell’assessore, mamme e babbi “trasgressori” e tanti palloncini blu. È questa la terza immagine che lascia il primo giorno di attività del nuovo edificio scolastico. Tutti sistemati all’ingresso da studenti e professori. Perché tornare a scuola, di questi tempi, è davvero un evento da festeggiare. —

Tommaso Silvi

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